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mercoledì 7 dicembre - Aggiornato alle 18:55

Alluvione in Umbria, chiesto stato d’emergenza per 12 Comuni. Danni, prima stima da oltre 50 milioni

Regione invia relazione al Dipartimento di Protezione civile: «Evento di carattere sovraregionale»

Alluvione a Pietralunga ©Fabrizio Troccoli

Per l’alluvione del 15 settembre la Regione Umbria ha chiesto lo stato di emergenza per almeno sei mesi in dodici Comuni compresi tra l’Alto Tevere e l’Alto Chiascio, compresi i due capoluoghi dei comprensori, ovvero Città di Castello e Gubbio. La relazione è stata inviata al Dipartimento di Protezione civile, allegando una prima stima dei danni che gira intorno ai 51 milioni di euro. La notizia è stata anticipata dal Corriere dell’Umbria.

Alluvione in Umbria, chiesto stato d’emergenza per 12 Comuni
In base a quanto emerge, dunque, per la Regione «sussistono le condizioni e i presupposti per richiesta di deliberazione dello stato di emergenza per la parte Nord dell’Umbria a confine con le Marche». In particolare, i Comuni per i quali si chiede la misura sono: «Città di Castello, Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio, Monte Santa Maria in Tiberina, Montone, Nocera Umbra, Pietralunga, Scheggia e Pascelupo, Sigillo e, infine, Umbertide». Per la Regione «l’evento è evidentemente di carattere sovraregionale, vista la vasta area colpita» e viene considerato «equo inserire nella dichiarazione dello stato di emergenza i dodici comuni in questione, che hanno avuto – è scritto – effetti sul territorio analoghi a quelli dei comuni limitrofi delle Marche interessati dallo stesso evento».

Danni dell’alluvione, prima stima da oltre 50 milioni La stima dei danni al momento segna quota 51 milioni di euro frutto della somma delle necessità finanziarie per gli interventi trasmesse dai Comuni e dalla Provincia di Perugia, dall’Anas e individuate dalla stessa Regione. Nel dettaglio, il capitolo più pesante è naturalmente quello relativo al «ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche; attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi; misure volte a garantire la continuità amministrativa nei Comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea», per il quale si stima una spesa attivata e in corso di 16,8 milioni di euro, cui si sommano quasi altri 31 milioni ancora da attuare. Nella conta dei danni figurano anche «ulteriori interventi non prioritari», quindi «da attuare», per altri 4 milioni di euro. Chiude il cerchio la spesa già approntata di 8.791 euro per «l’assistenza della popolazione» colpita dall’alluvione del 15 settembre.

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