di Chia.Fa.

Proteste dentro e fuori il consiglio regionale per gli aumenti sull’addizionale Irpef in vigore dall’anno il via per redditi superiori a 28 mila euro. All’esterno è stato infatti organizzato un presidio, dopodiché il dissenso si è spostato all’interno quando i consiglieri di centrodestra, che per hanno presentato una mozione urgente contro la manovra fiscale, hanno rilanciato la mobilitazione, esponendo cartelli contro l’aumento della tassazione. I toni si sono alzati e parecchio e alla fine la seduta è stata sospesa per alcuni minuti.

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L’atto presentato dalle opposizioni, però, non è stato discusso: presentata da Eleonora Pace (FdI) la mozione non è stata iscritta all’ordine del giorno odierno a seguito del voto contrario dei consiglieri di maggioranza. L’esito è stato accolto dalle grida «vergogna» dai banchi del centrodestra.

In una nota congiunta i consiglieri di opposizione sostengono che «l’accesso all’aula dei cittadini è stato inizialmente ostacolato, con l’inconsistente motivazione di aver raggiunto la capienza massima» e poi, «è stato consentito l’ingresso a tutti i presenti, lo si è fatto prevedendo condizioni inaccettabili, ossia il divieto di scattare foto e registrare video, che non è in alcun modo previsto dal regolamento». In questo senso, Melasecche, Tesei, Pace, Giambartolomei, Pernazza, Romizi e Arcudi parlano di «fatto gravissimo e inaccettabile» per quella che considerano «una decisione arbitraria costruita ad hoc sulla base della convenienza politica del momento».

Dal canto loro, in una nota, i gruppi di maggioranza parlano di «presidio flop in piazza Italia» e di «teatrino mortificante» per quanto accaduto poi in aula, quando il centrodestra «ha chiamato a raccolta dirigenti politici e sindaci per protestare». Per le forze di centrosinistra «lo spettacolo organizzato questa mattina» conferma come FdI, Lega, Forza Italia siano «sempre più a corto di idee», oltreché «incapaci di concentrarsi e impegnarsi nel proprio ruolo, preferendo “mandarla in caciara”». Quindi «l’invito» agli avversari politici arrivato dalla maggioranza è di «svolgere la propria funzione nell’interesse della comunità, finendola con, bugie, mistificazioni e allarmismo infondato, perché la manovra fiscale fa sì che due terzi degli umbri pagheranno meno o come prima»

Su quanto accaduto giovedì mattina in consiglio regionale è intervenuto anche il segretario regionale della Lega e parlamentare Riccardo Augusto Marchetti, tornato a parlare «di una manovra ingiusta e vergognosa basata sulle bugie, che colpisce direttamente famiglie, lavoratori, pensionati e imprese, indebolendo il potere d’acquisto del ceto medio».

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