Motociclisti sul Poggio dell’Airone, a est di Gualdo Tadino, nel marzo 2024

La giunta regionale ha di fatto ripristinato il divieto di circolazione dei veicoli a motore su sentieri, mulattiere, viali parafuoco, piste di esbosco e di servizio a boschi e pascoli dell’Umbria. Ora la pratica, che era sta annunciata alcune settimane fa, dovrà approdare in assemblea legislativa per discussione e votazione, dopodiché, in caso di approvazione, diventerà effettiva.

L’esecutivo, infatti, su proposta dell’assessora all’agricoltura Simona Meloni ha modificato il Testo unico per le foreste di cui l’Umbria si è dotata fin dal 2001 e che poco più di un anno fa era stato emendato dall’ormai ex consigliera regionale Emanuela Puletti, liberalizzando il transito dei motori sui sentieri. Una novità, questa, che aveva scatenato una serie di proteste.

Per Meloni «la modifica approvata è più che necessaria per diverse ragioni che vanno tutte nella stessa direzione: tutelare il bene più prezioso che ha l’Umbria, il suo patrimonio forestale e paesaggistico». Inoltre, una nota di Palazzo Donini spiega che «la decisione della giunta deriva anche da un’esigenza normativa», perché l’emendamento Puletti «è risultato essere non conforme alle previsioni europee in materia della conservazione della biodiversità».

L’assessora, infine, ha evidenziato come così si «avvii a conclusione una vicenda che avrebbe potuto arrecare danni all’ambiente, ma anche all’immagine della nostra regione e per la quale mi ero impegnata ancora prima di diventare assessora. Mi auguro – ha concluso – che i tempi per l’approvazione da parte dell’aula siano brevi».

Resta da sciogliere, invece, il nodo delle indicazioni. Da consigliera regionale, infatti, Meloni aveva chiesto informazioni anche sul numero di tabelle installate per vietare il transito dei veicoli a motore e sui costi sostenuti per la loro installazione. La Regione aveva spiegato a Meloni che per il triennio 2024-2026 erano stati stanziati 10 mila euro per la segnaletica, cifra ovviamente insufficiente a dare una copertura adeguata.

Da qui la volontà dell’assessora che intende «avviare un percorso di confronto con tutti i soggetti interessati a fruire degli spazi naturali al fine di valutare con attenzione le strade di montagna e le piste permanenti che è opportuno o meno tabellare al fine di trovare il migliore equilibrio possibile fra le diverse modalità di godere delle bellezze uniche dell’Umbria».

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