Laura Santi

La Toscana è la prima regione italiana a dotarsi di una legge sul suicidio assistito che determina i tempi per il fine vita. E’ stata approvata nella giornata di martedì dopo un percorso legislativo avviato, qui come in tutte le altre regioni, dall’associazione Luca Coscioni. La Toscana è l’unica regione ad avere concluso l’iter con alcune modifiche al testo originario e l’approvazione a maggioranza. 

In Umbria a sostenere la battaglia su una legge regionale è la giornalista Laura Santi, da anni affetta da una patologia cronica, attivista in diverse battaglie anche giudiziarie per una legge sul suicidio assistito che ha ottenuto il riconoscimento dei presupposti per il suicidio assistito a cui non intende ricorrere. «Il fatto di vedere finalmente dietro alle parole ‘fine vita’ non ‘sentenza o tribunale’ ma ‘legge..legge’ mi provoca una gioia oltre ogni limite, indescrivibile», ha detto all’Ansa: «Ho seguito tutte le votazioni, la chiama e gli emendamenti e mi sono anche commossa» ha rivelato. «Dopo tante volte che ci hanno dato contro e boicottato… amo i cugini toscani che hanno dimostrato di non avere paura. Perché di fatto – ha proseguito – non devono approvare una nuova legge sul fine vita o addirittura parlare di eutanasia. Hanno capito che si trattava solo di regolamentare tempi e modalità per i malati che rientrano in quei diritti già sanciti dalla Corte costituzionale. Devono solo fare sì che non esistano Laure Santi che bollano in pentola per due anni e mezzo. E’ stato faticoso ma non hanno avuto paura. Si riparte da lì e presto avrete notizie anche qui in Umbria dove ci metto la faccia» ha annunciato. «Io, Laura, sto da quattro anni in questa battaglia mentre Coscioni da molto di più – ha affermato – e oggi ha vinto una battaglia ma non sono soddisfatta. Prova ne é che comunque voglio vivere e lotto ogni giorno».

Il testo prescrive che la procedura per la verifica dei requisiti del malato da parte della commissione multidisciplinare permanente si debba concludere entro 20 giorni dal ricevimento dell’istanza.

In caso di esito positivo, si procede all’approvazione o alla definizione delle modalità di attuazione del suicidio medicalmente assistito entro 10 giorni, ed entro altri 7 giorni l’azienda sanitaria assicura il supporto tecnico, farmacologico e sanitario per l’assunzione del farmaco. La norma stabilisce che tali prestazioni siano gratuite e si stanziano 10mila euro all’anno per tre anni. Oltre agli emendamenti, l’aula ha anche approvato due ordini del giorno: uno di Iv per la valorizzazione delle cure palliative; e l’altro del Pd che chiede un intervento legislativo nazionale.

L’associazione Pro Vita ha definito questa legge come incostituzionale, mentre da diversi esponenti di centro destra sono state mosse critiche definendo l’iniziativa come «una grave forzatura». Se da alcuni parti quindi, a partire dal presidente della Toscana Giani c’è il convincimento che questo testo possa dare impulso per l’ottenimento di una legge nazionale, c’è chi dai fronti opposti chiede l’impegno del governo a ricorrere.

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