©️Fabrizio Troccoli

In occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, che si celebra il 12 maggio, la Regione Umbria rende omaggio al lavoro degli oltre 7.000 infermieri in servizio nelle strutture sanitarie regionali. La ricorrenza, istituita per ricordare la nascita di Florence Nightingale, fondatrice dell’infermieristica moderna, rappresenta un momento per ribadire il ruolo centrale degli infermieri all’interno del sistema sanitario, soprattutto alla luce delle difficoltà vissute negli ultimi anni.

Riconoscimento «Gli infermieri rappresentano una colonna portante del nostro sistema sanitario regionale – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti –. Il loro impegno quotidiano, la loro dedizione e professionalità sono valori che meritano il più alto riconoscimento. In questa giornata speciale, desidero esprimere la profonda gratitudine dell’intera comunità umbra per il loro instancabile lavoro al servizio della salute dei cittadini».

Prospettive La presidente ha inoltre sottolineato come gli infermieri saranno protagonisti nella definizione e attuazione del nuovo piano sociosanitario regionale 2025-2030, attualmente in fase di elaborazione. «La loro profonda comprensione dei bisogni assistenziali dei cittadini e la capacità di contribuire allo sviluppo di modelli innovativi saranno elementi imprescindibili per costruire un sistema sociosanitario più efficiente – ha aggiunto – più vicino alle persone e capace di rispondere alle sfide future».

Posizione In occasione della stessa ricorrenza, è intervenuto anche il NurSind Umbria – Sindacato delle Professioni Infermieristiche – per rendere omaggio alle colleghe e ai colleghi che «con dedizione e competenza, ogni giorno si prendono cura della salute dei cittadini, spesso in condizioni lavorative sempre più difficili». «Questa giornata non deve essere solo celebrativa, ma un’occasione per riflettere seriamente sul ruolo cruciale che gli infermieri ricoprono all’interno del Servizio Sanitario Nazionale – afferma il Coordinamento Regionale NurSind –. In Umbria, come nel resto d’Italia, gli infermieri sono sottoposti a carichi di lavoro insostenibili, turni massacranti, carenza di personale e una cronica mancanza di riconoscimento economico e professionale, compreso un dilagante demansionamento per l’assenza di figure di supporto».

Allarme Il sindacato sottolinea inoltre l’aggravarsi delle aggressioni, verbali e fisiche, ai danni del personale: «Chi si prende cura degli altri non può continuare ad essere vittima di violenza. È inaccettabile che la sicurezza degli infermieri non sia ancora una priorità concreta». Il NurSind ribadisce con forza l’urgenza del rinnovo del contratto 2022-2024, scaduto da mesi. «Non si tratta solo di aumenti economici – pur doverosi – ma anche di norme fondamentali per la tutela della categoria, anche in riferimento alla prevenzione delle aggressioni e ad altre misure specifiche per migliorare le condizioni lavorative. Senza la firma del contratto attuale, bloccato da un incomprensibile stallo da parte di alcune sigle sindacali, non sarà possibile nemmeno avviare le trattative per il prossimo triennio 2025-2027, nonostante le risorse siano già state stanziate».

Partecipazione Il sindacato chiede inoltre di essere parte attiva nella definizione del piano sociosanitario regionale: «Non si può progettare una sanità moderna ed efficace senza il contributo diretto di chi opera quotidianamente sul campo. La figura dell’infermiere deve assumere un ruolo centrale in ogni ambito dell’assistenza, sia territoriale che ospedaliera. È tempo che la voce degli infermieri trovi pieno spazio nei processi decisionali. Accogliamo con favore le dichiarazioni della presidente Proietti e auspichiamo che agli impegni annunciati seguano atti concreti e tempestivi». «Il nostro messaggio – conclude NurSind Umbria – è chiaro: per garantire cure sicure e di qualità è necessario rispettare e valorizzare chi le eroga. Gli infermieri non chiedono privilegi, ma dignità, ascolto e risposte concrete».

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