di Elle Biscarini

Pioggia e qualche polemica per la seconda giornata di Umbria che spacca: sul main stage Fabri Fibra dà spettacolo sotto il temporale. Nonostante i disagi dovuti al meteo, il concerto si fa e il pubblico esplode, in una serata che ha del surreale, ma per qualcuno doveva essere rinviata.

Allerta meteo Diluvia sul main stage dei giardini del Frontone già dal primo pomeriggio, tanto da costringere l’organizzazione ad annullare il concerto notturno dell’Unipg stage, nel parcheggio del dipartimento di Agraria. Poco prima delle 17, tuttavia, il cielo si apre e dà tregua. Di corsa a fare il soundcheck e a preparare le luci, in mezzo al fango a mettere in sicurezza amplificatori e monitor, in caso torni la pioggia. Tutto tranquillo per i gruppi spalla, si parte con Monzo Noise, poi Fuckpietro+Shark34. Conclude la carrellata del Coop music contest Fabyo Pezzi che manda il pubblico in visibilio.

VIDEO – BIG MAMA: «SIATE LIBERI»

Rap al femminile Seconda serata dedicata al rap/hip hop italiano con BigMama, all’anagrafe Marianna Mammone, 24 anni di Avellino. La giovanissima cantante che in poco tempo ha conquistato classifiche e sponsor, trascina il pubblico con le sue rime irriverenti, taglienti, ma profonde. «Io sono il risultato – dice ai microfoni di Umbria24 – di quella che è, che è stata e che sarà la mia vita». Non ama definirsi attivista, perché «gli attivisti sono quelli che studiano per ciò per cui si battono. Io non studio tanto, è semplicemente quello che vivo». Vittima di bullismo da giovane e costretta a nascondere il proprio orientamento sessuale, BigMama oggi fa musica spinta da una «voglia di rivalsa, e il mio messaggio, che cerco di dare agli altri, è di essere sempre liberi, in qualsiasi direzione. Sentirsi liberi nel quotidiano, nelle piccolissime cose, poi ti aiuta ad essere libera un domani in cose molto più grandi».

FOTOGALLERY SECONDA GIORNATA

Concerto bagnato La tregua dal maltempo dura poco: sull’ultima canzone di BigMama ecco lo scroscio e il fuggi fuggi generale a cercare riparo. Chi è venuto preparato, infila il k-way e apre l’ombrello, resistendo stoicamente in platea. Gli altri cercano rifugio tra gli stand, sotto il gazebo del service luci o gli stand. Qualcuno adotta soluzioni punk per sopravvivere, usando i banner del festival per coprirsi, in attesa dell’arrivo di Fabri Fibra. Si prova ad aspettare la clemenza del meteo e comincia a serpeggiare il sospetto che forse – forse – il concerto non si farà. A smentire dal palco Aimone Romizi, voce dei Fast animals and slow kids e organizzatore di Umbria che spacca: «Noi questo concerto in qualche modo lo facciamo. Abbiamo preso la pioggia fino adesso, la prendiamo per i prossimi 15-20 minuti, e rendiamo questo concerto il migliore del tour di Fibra».

Applausi per Fibra Una scelta quella di proseguire, supportata dalla maggioranza del pubblico che è rimasta in attesa. Tuttavia, la decisione ha portato qualche malumore: qualcuno se n’è andato prima ancora dell’inizio, protestando per il mancato rinvio dello spettacolo. Ma c’è stato anche chi, al contrario, è arrivato di corsa a concerto iniziato. Nessun rinvio, insomma, si va avanti: come Laura Pausini a Venezia, anche Fibra non si fa fermare dalla pioggia. L’ingresso del cantante rap sul palco è accompagnato da un boato: non sono i tuoni, ma il pubblico in delirio. L’acqua diventa parte dello show, creando giochi di luce unici e un’atmosfera quasi surreale. Il pubblico che canta sovrasta i tuoni e poco importa se ci si sveglierà con un raffreddore: per Fabri Fibra piovono solo applausi.

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