Massimo D'Antonio

Creare un polo laico e liberaldemocratico nel nuovo centrosinistra ternano. Questo il progetto di Massimo D’Antonio e dei candidati del gruppo Terni Dinamica, parte integrante della lista CittAperta. L’obiettivo va di pari passo con quello principale che è portare più acqua possibile al ‘mulino’ di Leopoldo Di Girolamo, puntando sul programma.

La recente storia politica di Massimo D’Antonio lo ha visto segretario provinciale dal 2007 al 2011 dell’Unione di Centro con la quale è stato eletto in consiglio provinciale nel 2009 e poi promotore in Umbria della creazione di Scelta Civica di cui è attualmente capogruppo in provincia di Terni. «Negli anni passati – spiega – e un po’ paradossalmente, l’Udc in Umbria ha rappresentato una zattera di salvataggio del libero pensiero, specie quando i rapporti fra il mondo ecclesiale e politica, anche a Terni, si sono stretti a tal punto da configurare una mera commistione opportunistica. In quella fase l’Udc ha raccolto laici e cattolici autonomi, repubblicani e liberali. Gente che non voleva piegarsi al conformismo dettato dal potere».

Per Massimo D’Antonio il pensiero laico, quantomeno a livello locale, è sopravvissuto fra le mura di in un partito dalla chiara matrice cristiana. «Più del sentimento religioso, peraltro rispettabile – spiega – la gente non ha più tollerato il servilismo mostrato da pezzi di città nei confronti del potere diocesano sempre più invasivo. Uno show avvilente, contrastato solo da poche voci libere e dissenzienti. Al tempo eravamo in minoranza per colpa di una diffusa piaggeria. Oggi non è più così».

Ma in Umbria sono nate due diverse Scelta Civica: «Il gruppo ternano ha costituito un vero polo laico – spiega -, un centro radicale e riformista. A Perugia invece si è potuto toccare con mano una realtà ben diversa, dominata dal pensiero cattolico di destra. Così si è arrivati alla rottura con le scelte centraliste e incomprensibili adottate dal movimento. Il distacco è avvenuto quando la Scelta Civica ‘perugina e romana’, che in Umbria raccoglie solo il 30% degli iscritti, ha deciso di correre da sola alle amministrative. Una strategia che non ho condiviso – afferma D’Antonio – fondata sulla volontà di far valere il proprio peso politico a posteriori, a seconda delle convenienze. È nata da qui l’idea di Terni Dinamica che ho portato avanti con il gruppo territoriale ternano che conta la stragrande maggioranza degli iscritti in Umbria, per quella che è l’unica posizione veramente libertaria e laica contro la deriva grillina».

Per il candidato c’è un modo più ‘leggero’ di intendere la politica, ugualmente efficace ma al tempo stesso disincantato e ironico: «Serve una scossa contro un sistema che ci dice quello che dobbiamo fare su qualsiasi cosa – afferma -. Su questi temi ho trovato sponda in un candidato sindaco come Leopoldo Di Girolamo, persona di specchiata onestà. Siamo diversi ma con lui condivido temi e progetti che ritengo fondanti. L’obiettivo di Terni Dinamica è renderlo, attraverso i consensi, più autonomo e in grado di affrontare i prossimi cinque anni all’attacco. Perché dopo aver resistito alla crisi ora è il momento di reagire».

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