In campagna elettorale più che mai tendono a emergere con forza, e a scontrarsi, talvolta anche strumentalmente, le diverse sensibilità politiche anche tra vicini di casa e allora ecco che alla legittima iniziativa del centrodestra (in particolare la locandina indicava i simboli di Fratelli d’Italia e Terni identitaria) Borgo Bovio storce il naso. Giovedì pomeriggio il candidato sindaco Orlando Masselli, accompagnato dal noto Piergiorgio Bonomi (alle passate elezioni aspirante sindaco di Casapound) si è recato al parco di via Campania per raccogliere segnalazioni e prendere nota delle cose da fare, come è consuetudine da parte di chi corre per la fascia tricolore. Nel leggere ‘degrado, insicurezza e incuria’ sul volantino dell’iniziativa, i cittadini si sono sentiti in qualche modo offesi.

Trni, tra le vie delle regioni d’Italia La presenza di una casupola in stato di abbandono, con infissi rotti e rifiuti accumulati all’interno, con misteriose cassette della posta sull’uscio schermato da un pannello; una stradina buia lungo la ferrovia segnalata come covo di spaccio e consumo di droga; e la mancata realizzazione dell’area cani, i temi centrali dell’incontro. E il punto non è che certe cose non andrebbero migliorate o risolte, quanto piuttosto che i residenti in quei palazzi che affacciano sui giardini non sopportano «che la giunta uscente si proponga come portatrice di possibili soluzioni quando, sollecitata più volte in tal senso, per responsabilità proprie, non ha saputo fornire risposte adeguate. Le ordinanze sindacali emanate in danno dei privati negligenti – denunciano i residenti – non hanno sortito effetti, né a quelle hanno fatto seguito sanzioni o altri provvedimenti; il fallimento della ditta che si è occupata dei lavori del parco in convenzione col Comune ha determinato strutture incomplete o inutilizzabili e quando abbiamo tentato di sfruttare la piccola casetta (centro direzionale ai tempi del cantiere), nessuno è stato in grado di aiutarci. La cura di questi spazi e le iniziative anche molto partecipate organizzate in loco – dichiarano – si devono esclusivamente a residenti a associazione Pettirosso. I bambini giocano tranquilli in questo posto e non possiamo tollerare che si parli di insicurezza e incuria. Ma quale degrado? Una situazione di spaccio confinata ai bordi del quartiere non determina l’insicurezza. Noi teniamo alla città e ce ne prendiamo cura per quello che possiamo. Dal Comune sin qui, nessun aiuto». Ma chissà che le cose non possano cambiare. Tra i cittadini presenti, anche diversi candidati consiglieri appartenenti ad altri schieramenti: come dire, ciascuno la sua campagna elettorale.

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