Via libera lunedì dal consiglio comunale al Documento di programmazione delle attività commerciali. «Un atto dovuto per legge – così l’assessore al Commercio – e che deve essere approvato dal momento che crea la base sulla quale l’amministrazione può permettersi di creare un piano del commercio dettagliato». Dopo la commissione consiliare congiunta dello scorso sabato, la palla è passata al consiglio.
Dpac Di cosa si tratta? «Il documento sostanzialmente stabilisce il divieto di insediamenti di tipo ‘G1’, quindi di grandi dimensioni, lasciando solo alcune zone nelle quali possano essere insediate attività di dimensioni medio-grandi e medio-piccole, cioè da un ‘M3’ in giù – spiega l’assessore al Commercio, Renzi -. La struttura del documento recepisce e pone le basi anche del Piano di sviluppo periferie e di riqualificazione della città in generale». E, come specifica Renzi, è frutto di «un percorso molto lungo. Ci sono già state due delibere di giunta nel dicembre 2022 e poi nel marzo 2023, quest’ultima eseguita dopo l’incontro con tutte le associazioni di categoria. Per nostro scrupolo, di recente, le abbiamo nuovamente ascoltate per capire le loro intenzioni. Il responso è stato positivo».
Parere della commissione A nome della prima e terza commissione parla Claudio Batini, presidente di quest’ultima. Dopo l’incontro congiunto di sabato scorso «il documento è stato approvato con dieci voti favorevoli, zero contrari, cinque astenuti e un assente». Sempre nella seduta che, il 26 agosto, ha coinvolto le due commissioni, l’assessore Renzi: «La delibera, bloccando tutti gli insediamenti che sono già previsti per le grandi attività commerciali, cioè tutte quelle con una superficie maggiore di 2.500 metri quadrati, ha il merito di valorizzare contestualmente la rete commerciale dei cosiddetti esercizi di vicinato, vale a dire tutti quelli con una superficie fino a 250 metri quadrati, prossimi alle aree residenziali, proponendosi così la finalità di contrastare i processi di degrado urbanistico e socio – economico e di migliorare i servizi ai cittadini. Grande attenzione è stata posta anche alle attività commerciali del centro cittadino, di cui il documento riafferma l’importanza nella consapevolezza che esse costituiscono quel ‘centro commerciale naturale’ che è una risorsa importante per Terni».
Dichiarazione di voto A motivare l’astensionismo interviene il consigliere Masselli: «L’astensione del gruppo di Fdi non era nel merito dell’atto, ma su una modalità che riteniamo criticabile della gestione dei lavori: di sabato e con pochissimo preavviso. Per quanto riguarda l’atto è stato spiegato sommariamente che la giunta precedente con un lavoro molto lungo e dettagliato, a partire dal 2021 si era messo mano a questo documento, che è obbligatorio e che il nostro Comune era in ritardo. Siamo arrivati a ridosso della tornata amministrativa e non abbiamo portato in consiglio l’atto. Quindi ne prendo atto favorevolmente ed esprimo il mio voto a favore ancor prima della votazione. Rivendichiamo l’imprimatur ma ringraziamo di aver portato l’atto in consiglio». Si alza poi il consigliere di Guido Verdecchia: «Il voto favorevole di Ap c’è». L’atto è stato approvato con 26 voti favorevoli, cinque astenuti, quattro assenti. Con seconda votazione arriva anche l’ok per l’immediata eseguibilità.
