di Anna Maria Rengo
Dieci anni e non sentirli. Sono quelli compiuti da ‘Visioni in musica’, la cui stagione invernale debutta a Palazzo Gazzoli giovedì prossimo con l’esibizione di ‘Nicky Nicolai & Stefano Di Battista Jazz 4tet’, dopo il tutto esaurito del concerto natalizio nella chiesa di San Francesco.
Impegno e passione Con un compleanno così tondo da festeggiare, è tempo di fare qualche considerazione: «Ciò che mi ha spinto a impegnarmi nell’associazione è il grande amore per la musica, per le cose fatte in un certo modo, oltre che il deciso desiderio di portare a Terni dei generi che non avevamo mai avuto prima. Quando siamo nati, in città esistevano già altre due associazioni musicali, e anche io vengo da una formazione classica: non aveva senso pestarci i piedi a vicenda, e quindi abbiamo preso un’altra strada, differenziandoci. E questo impegno proseguirà, anche se purtroppo a volte ci sono delle persone che ostacolano chi lavora per la città e per la cultura di questa città».
Un bilancio Ma in dieci anni tante cose sono cambiate, in meglio e in peggio, come racconta la presidente dell’associazione, Silvia Alunni: «Nell’organizzare una stagione musicale a Terni le difficoltà cambiano a seconda del momento storico. Da un lato diminuiscono, perché siamo diventati più specializzati, dei professionisti cui alcune cose vengono automatiche e che non hanno bisogno di pensare ad alcune basi dell’organizzazione attuale. Dall’altro, però, è diventato difficile mettere insieme le poche risorse economiche che abbiamo a disposizione, cercando di migliorare e di far crescere la nostra stagione».
Soddisfatti La cosa incredibile e che fa discutere, secondo Silvia Alunni, «è che siamo in controtendenza: se ci sono realtà che hanno chiuso, o che sono costrette a fare attività di promozione di spettacoli dal vivo di profilo molto più basso rispetto a una volta, questo a causa dei minori contributi pubblici che sono scesi anche del 60, 70 percento rispetto a una volta, noi puntiamo su altre voci».
Punti di forza Gli sponsor privati, spiega la presidente «sono il nostro sostegno principale: credono nella nostra attività e non li abbiamo mai delusi. Guai a farlo anche per un solo anno, perché perderesti per sempre la sua fiducia. Poi cerchiamo sempre di migliorare l’offerta per il pubblico e, terzo fattore, c’è il pubblico fidelizzato, che ci segue a prescindere che l’artista proposto sia più o meno popolare. Soprattutto quest’anno, abbiamo riscontrato che molte persone hanno prenotato l’abbonamento ancor prima di vedere il cartellone».
Il sogno Silvia Alunni non fa mistero di voler fare «di ‘Visioni in musica’ un brand di qualità, sul quale si nutre fiducia e che si caratterizza per un’offerta variegata, che intercetta un bacino di utenza vastissimo. E nonostante il costo dell’abbonamento sia cresciuto, visto che ci sono artisti più importanti, del 50 percento».
La mancanza di spazi Nonostante la soddisfazione e i buoni auspici per la stagione invernale alle porte, non mancano le spine nel fianco. Su tutte, la mancanza di uno spazio adeguato, a Terni, per lo svolgimento di grandi eventi musicali, il che influenza anche la proposta musicale: «Abbiamo avuto tante possibilità di prendere delle produzioni straordinarie ma la mancanza di una location più grande è una vera tragedia. Penso allo spettacolo di giovedì, che abbiamo dovuto riadattare rispetto al progetto originario, che nasce per essere proposto nei teatri. È un po’ come proporre le arie della Tosca in versione cameristica, senza scenografia. E anche il concerto natalizio, lo dobbiamo necessariamente tenere nella chiesa di San Francesco, e questa location sacra ovviamente limita la scelta del repertorio».
