Salvatore Accardo

di Anna Maria Rengo

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«Già la primissima volta che ho sentito la voce di papa Francesco, il suo saluto a tutti noi, ho provato una grandissima emozione. Ho sentito parlare un essere umano, con un’umiltà e semplicità straordinaria, dopodiché tutto quello che ha detto e che sta facendo ha confermato la prima impressione: avevamo bisogno di un personaggio di questo genere, che ha dato alla Chiesa la giusta dimensione, riportandola agli insegnamenti di Gesù Cristo che professavano l’umiltà e l’essere a disposizione di tutti». Così commenta la visita di papa Francesco ad Assisi il maestro Salvatore Accardo, che venerdì sera, accompagnato dall’Orchestra da camera italiana, sarà protagonista al teatro Sociale di Amelia del penultimo evento musicale dell’Ameria festival.

Il battesimo ternano «È la prima volta che vengo ad Amelia – dice Accardo – ed è stata una sorpresa vedere il borgo, una tra le tante meraviglie che ci sono nel nostro Paese e che sono sconosciute agli italiane. E anche il teatro è molto suggestivo e per di più ha un’acustica eccellente, il che è il massimo». Prima volta ad Amelia, ma con l’Umbria il celebre violinista ha un legame particolare: «L’Orchestra da camera italiana è stata tenuta a battesimo proprio a Terni. Lì ha tenuto il suo primo concerto questa orchestra così particolare, unica al mondo, dal momento che tutti i suoi componenti sono stati allievi dello stesso insegnante e dunque esiste una profonda unità di intenti sia musicali che tecnici, difficile da riscontrare in altre formazioni, e non c’è un decadimento di qualità ma sono tutti, dal primo all’ultimo, dai più ai meno giovani, dei musicisti eccezionali”.

La musica maltrattata Peccato che in Italia la musica classica viene sostenuta poco. E male: «Sull’argomento mi sono espresso più volte e penso cose orrende su come viene finanziata. Questo è un problema – dice Salvatore Accardo – che va a discapito soprattutto dei giovani musicisti, sono loro che soffrono di più di questa situazione in quanto noi abbiamo fatto il nostro ma nei confronti delle nuove generazioni i nostri governi hanno una disattenzione e ignoranza pazzesca. E la colpa è anche della scuola che non dà la possibilità ai giovani di avere un’educazione musicale che darebbe loro gli strumenti per scegliere quale musica ascoltare. Se non c’è conoscenza non c’è scelta, se ci fosse un’educazione musicale valida, sarebbe meglio anche per i prossimi governanti, perché tra venti o trent’anni saranno questi giovani a governare l’Italia».

Il programma Venerdì sera, il programma che Accardo eseguirà prevede brani di Mozart, Paganini, Rossini, Kreisler, ma il maestro si tiene alla larga dall’esprimere una classifica di gradimento: «Il mio autore preferito è quello che suono in quel particolare momento. Quando suoni devi dare il massimo e se si tratta di un autore ‘minore’ devi fare in modo che diventi ‘maggiore’. Se suoni con minore partecipazione la musica minore sarà ancora peggio».

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