Un'aula del 'Briccialdi'

di Marco Torricelli

Senza alzare la voce o, meglio, i toni. Ma l’Istituto superiore di studi musicali – per semplicità ‘il Briccialdi’ – nel presentare il nuovo anno accademico, mette l’accento su alcuni dei temi ‘forti’ che ne caratterizzano, nel bene come nel male, la storia e l’attività.

Il direttore Gabriele Catalucci, in direttore appena riconfermato per un altro triennio, inizia dalle cose positive: «Per il secondo anno consecutivo un nostro allievo; il clarinettista Aron Chiesa, allievo del professor Paolo Venturi; si è aggiudicato il premio nazionale delle arti, organizzato dal Miur e riservato ai migliori studenti del settore Afam (alta formazione artistica e musicale)». Su circa 45 partecipanti, peraltro, «ben tre allievi del Briccialdi sono stati ammessi alla prima finale (oltre a Chiesa, il trombettista Filippo Cretì e il trombonista Gabriele Sapora, che  ha anche avuto accesso alla finalissima, a cui sono stati ammessi solo cinque candidati». Il percussionista Giulio Calandri «si è invece classificato al secondo posto nella sezione specifica dello stesso concorso».

Le note dolenti Basta chiedere, però, per far emergere anche gli aspetti meno positivi: «Diciamo che registriamo un po’ di distrazione, da parte del mondo economico e anche di quello accademico – dice Cartalucci -nei confronti di istituzioni che, questo vale per il Briccialdi come per molte realtà nelle quali si insegna musica, alimentano flussi di studenti provenienti dal resto del Paese, ma anche dall’estero, superiori a quelli fatti registrare, ad esempio, da facoltà universitarie anche molto celebrate».

I numeri Circa 120 sono gli scritti ai corsi che permettono l’ammissione agli esami per i diplomi accademici, «che sono equipollenti ad una laurea di primo o secondo livello – spiega il direttore del Briccialdi – mentre al momento sono circa 160 gli scritti ai corsi preaccademici». Con un bilancio annuale che «resta al di sotto dei due milioni di euro, la quasi totalità del quale è sostenuto dall’amministrazione comunale, che ci riconosce un milione e 800mila euro».

Il Comune Un’attenzione, quella del Comune di Terni, confermata dall’assessore all’università, Sandro Piermatti: «La scelta fatta, di continuare a sostenere il Briccialdi, pur in una fase di grandi difficoltà economiche – spiega – vuole essere anche un segnale verso altre istituzioni, pubbliche e private, il cui aiuto potrebbe rivelarsi decisivo per un ulteriore crescita dell’istituto». Il Briccialdi, dice infatti l’assessore alla cultura, Simone Guerra, «è un’autentica macchina produttrice di cultura che contribuisce in maniera decisiva alla crescita della città, rappresentando anche un originale esempio di attrattiva verso l’esterni, visto il gran numero di allievi che provengono anche da molto lontano».

La novità Quest’anno ai corsi ormai storici e a quelli, recenti, di Musica da camera e Direzione di orchestra, se ne affianca uno tutto nuovo: «Si tratta del corso accademico di chitarra flamenca – spiega Gabriele Catalucci – che sarà tenuto dal professor Juan Lorenzo. In Italia sarà l’unico corso riconosciuto dal Miur (in Europa ce ne sono sei in tutto; ndr) ed abbiamo già dovuto chiudere le iscrizioni per aver raggiunto il numero massimo di studenti accettabili».

L’inaugurazione Il nuovo anno accademico sarà inaugurato, al teatro Secci il 16 novembre con un concerto di jazz sinfonico della Big band dell’istituto «i cui allievi, ma con la convinta adesione anche dei docenti – conclude il direttore – sono stati felici di partecipare ‘in forze’ all’edizione 2013 di TerniOn, proprio per dare un ultreriore segnale di apertura e condivisione nei confronti della città»