di M. To.
Della cosa, in campagna elettorale, non si parlava. Fino a quando non è emerso che la guardia di finanza aveva concluso, inviando un dettagliato rapporto ai commissari incaricati della liquidazione, le indagini sulla gestione dell’Isrim – l’istituto superiore di ricerca e formazione sui materiali speciali per le tecnologie avanzate – la questione non era praticamente stata presa in considerazione di candidati.
I soldi Poi, quando la faccenda è emersa in tutta la sua gravità – gestione quanto meno poco accorta di alcune centinaia di migliaia di euro, sui circa due milioni messi a disposizione dal ministero per l’università e la ricerca (Miur) – qualcuno tra coloro che sono in corsa per la poltrona di sindaco ha fatto qualche timido accenno alla cosa.
Il dramma Italeaf, la società che fa capo al gruppo Terni Research che di fatto era stata identificata, dalla Regione, come unico possibile soggetto interlocutore ed al quale cedere una parte dei laboratori, nei quali avrebbero potuto continuare a lavorare almeno una parte dei ricercatori, aveva subito bloccato tutte le procedure che, discretamente, erano state avviate e – in attesa che vengano definite responsabilità ed eventuali provvedimenti – si è fermato tutto. Con i lavoratori – 27 con un contratto e 5 ‘esterni’ – di nuovo nel dramma.
La sfida E allora gli stessi lavoratori dell’Isrim hanno preso un’iniziativa che ha il sapore di una sfida: hanno organizzato un incontro, per giovedì pomeriggio, al quale hanno invitato, oltre ai giornalisti, pure tutti e dodici i candidati a sindaco.
