L'INTERVISTA (FOTO IOVE BOVARI)

di Marta Rosati

Da vent’anni insieme, conservano la stessa allegria degli albori, l’entusiasmo giovane di un tempo, la spontaneità di un gruppo di amici che si diverte e fa divertire, scrivendo testi in dialetto ternano su brani di successo della musica leggera. Umbria 24 li ha incontrati a Montefranco sabato 11 luglio, pochi giorni dopo il loro ventesimo compleanno che sarà festeggiato sul palco di piazza della Repubblica a Terni il prossimo 12 settembre.

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Altoforno Un gruppo che nasce nell’estate del 1995, nelle nottate di veglia ad un campeggio, da un incontro-scontro tra accompagnati e accompagnatori: «L’idea è arrivata dall’unione di due diverse cerchie di amici – raccontano – che hanno trovato una solida affinità protrattasi nel tempo. All’epoca – rivelano – ci dilettavamo a comporre cose che oggi non potremmo pubblicare, saremmo da arresto – ironizzano – ma le canzoni nascono quasi sempre da sole, a volte basta un quarto d’ora, a volte anni, spesso capita di svilupparle sull’input di un singolo. Molte – ricordano – sono nate in una taverna, tra un piatto di penne all’arrabbiata e un litro di vino, altre nella cameretta dei fratelli Sorci e nella casa universitaria di Perugia».

L’ESIBIZIONE DEGLI ‘ALTOFORNO’ A MONTEFRANCO: FOTOGALLERY

Ternana ‘Numerosi giovani tra i musicisti che vi accompagnano, come è cambiato il gruppo?’ «Non abbiamo uno schema fisso, il modulo è variabile, schieriamo il 4-2-4, o il 3-3-1-3, sempre sbilanciati in avanti e spesso in fuori gioco». Tra le muse ispiratrici dei testi, la rivalità Fere/Grifo. ‘Come vivete questo momento turbolento per la Ternana (visto che non si conosce ancora il nome del tecnico che guiderà la squadra nella prossima stagione)?’ «Noi facciamo parte del consiglio di amministrazione – scherzano -. La Ternana si ama punto e basta – affermano -, è una fede che va aldilà di ogni dirigenza o momento storico è un amore sviscerato».

Annarosa ‘La canzone dedicata ad un uomo che si sottopone ad intervento chirurgico per cambiare sesso, è ispirata ad una storia vera?’ «Assolutamente sì – rispondono in fretta per creare aspettative goliardiche -, c’è la legenda che faccia riferimento a qualcuno, ma in realtà non è così – ritrattano – solo fantasia. Però – finiscono per aggiungere insinuando che ‘Gianfranco’ sia esistito davvero – da qualche parte Annarosa si è materializzata, qualcuno l’ha presa a modello, a Terni dopo la canzone tantissimi hanno fatto outing».

Ternitudine L’essere ternani in una parola sola, quel termine coniato proprio dagli Altoforno e oggi utilizzato anche dalla stampa locale: «Ci teniamo a cantarla con lo stesso testo di vent’anni fa, anche se molte cose sono cambiate, del resto anche Wikipedia – rivelano sempre in tono scherzoso – ha la voce ‘Ternitutine’, è un abbrutimento della ternanità».

Parafrasando testi Mia cara bardascetta famo pace anche se la frittata nun te piace, ma le uova con cosa erano state cotte?’ «Mah sai, la frittata generalmente è con cipolle e zucchine romanesche perché la frittata co le cipolle e le zucchine rimane impressa, soprattutto a la bardascia che la subisce. De noi se po’ dì tutto, tranne che non lasciamo il segno o che non ce puzza lu fiato». Loro sono: Claudio, Gabriele, Lorenzo, Luca, Marco, Matteo, Paolo e Stelvio. Vi aspettano al concertone ternano per il ventennale: la sera del 12 settembre in piazza della Repubblica.

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