di Marco Torricelli
Sei su dodici. La metà dei candidati a sindaco non c’era o, se si preferisce, la metà era presente. I temi proposti per un dibattito tra di loro erano quelli del welfare locale, del turismo e della cultura. Ma non è stato un gran che.
Il confronto A promuovere il dibattito tra i candidati a sindaco era stata l’associazione temporanea d’impresa delle cooperative sociali ternane che, ha spiegato Sandro Corsi, «riunisce la gran parte della cooperazione sociale cittadina inerente i servizi socio-sanitari ed educativi» e, se alla fine non è emerso un proluvio di idee non è stato certo per colpa loro. Delle cooperative, si intende.
I candidati Ad accettare l’invito sono stati (in rigoroso ordine alfabetico) Francesco Bartoli, Stefano Bolletta, Paolo Crescimbeni, Leopoldo Di Girolamo, Dario Guardalben e Romano Sciarretta. Gli altri avevano da fare campagna elettorale altrove.
Le cooperative Il mondo cooperativo rappresentato dall’Ati, ha detto Corsi, «è quello composto dalla Actl, dalla Oasi sport, dalla Cultura e lavoro, dalla Casaligha, dalla Alis, dalla UltraServizi e dalla Solco, che complessivamente garantisce un lavoro a circa 800 soci» e che contava di potersi confrontare su temi concreti, facendo proposte e incassando impegni dai candidati. Ma la faccenda è rimasta un bel po’ sul vago, soprattutto da parte degli ultimi.
Bartoli Tra i più battaglieri, ma fa parte del personaggio, Francesco Bartoli: «Quando governeremo noi – ha detto – i lavori saranno assegnati solo dopo gare di appalto trasparenti, con rigorosi controlli successivi. Non ci saranno assegnazioni temporanee e successive. proroghe. Per l’assistenza sanitaria pensiamo all’utilizzo dei voucher da poter utilizzare liberamente dai beneficiari». Ed è tornato a ‘sfidare’ Di Girolamo: «Voglio un confronto all’americana, dove e quando vuole».
Bolletta Meno drastico, ma solo in apparenza, Stefano Bolletta: «Visto che cooperazione sociale significa soprattutto occuparsi dei più deboli – ha spiegato – penso non solo ad appalti legali, ma anche allo studio di un metodo diverso. L’assistenza agli anziani – si è chiesto- deve essere solo un problema ‘privato’ o si potrebbe ipotizzare la realizzazione di ‘case di quartiere’ nei quali le persone possano trascorrere l’ultima parte della propria vita in un ambiente nel quale si possano sentire a proprio agio?».
Crescimbeni Decisamente pragmatico Paolo Crescimbeni: «Ci muoviamo in un campo, quale quello del sociale – ha detto – particolarmente importante e delicato». Secondo lui, si devono «aumentare i servizi e così le possibilità occupazionali», ma anche «migliorare gli aspetti qualitativi e quelli retributivi». Ovviamente, però, si deve «iniziare a programmare un processo di liberalizzazione del mercato, consentendo assunzioni con criteri più trasparenti, ma con garanzia degli attuali livelli occupazionali».
Di Girolamo Il sindaco uscente, ricordato che nel quinquennio «è stato realizzato il piano contro la povertà e per il sostegno personale; che sono stati assegnati 37 voucher personali di assistenza; che si è favorito l’inserimento al lavoro di soggetti svantaggiati», ha annunciato che «si faranno le ‘consulte di settore’, in conseguenza della cancellazione delle circoscrizioni». Rivolgendosi a Bartoli, poi, gli ha negato il confronto diretto: «Non è una questione tra lui e me – ha detto – ma la competizione è a dodici».
Guardalben Fedele alla linea del ‘dialogo sempre e comunque’ Dario Guardalben: «Il ruolo della cooperazione – ha spiegato – è decisivo, ma il sistema va rivisto, come pure da riscrivere sono le convenzioni con le Asl e dare contenuti al ‘piano regolatore sociale’». Per farlo nel modo giusto, ha detto, «è necessario attivare un tavolo di confronto costante per il coordinamento e l’ascolto, ma anche per garantire pari dignità a tutti i soggetti che operano nel settore».
Sciarretta Anche per l’avvocato Romano Sciarretta «quello della cooperazione è un settore importante e perfettamente inserito nella storia sociale del Paese e della città, ma spesso caratterizzato da situazioni di non facile interpretazione», tanto che, ha detto, «spesso con Sandro Corsi, al quale va comunque riconosciuto il merito di saper lavorare bene, non ci siamo trovati sulle stesse posizioni». Secondo lui, comunque, «sarà necessario approfondire con attenzione tutte le questioni».
La sintesi Facile tirare le conclusioni: non ci si è capito molto. Ma almeno questi sei si sono ‘affacciati’, per sapere cosa ne pensino gli altri – Franco Todini, almeno, aveva già annunciato sdegnosamente che non ci sarebbe stato – occorrerà fare ricorso alle ponderose prese di posizione che, c’è da scommetterci, arriveranno presto.
Corsi Lui, Sandro Corsi, presidente di Actl e organizzatore del confronto, si è detto comunque «soddisfatto, perché abbiamo dimostrato che il movimento cooperativo è vivo, vitale ed in grado di esprimere non solo capacità professionali di rilievo, ma anche progettualità di assoluto valore. Con chiunque sarà chiamato a governare la città (di passaggio ha garantito che le cooperative non ‘sponsorizzano’ nessuno; ndr) contiamo di poter costruire un rapporto sereno e costruttivo».
