Ha sbeffeggiato l’Igp del Pampepato, ma ha trovato la pronta risposta della capitana del gruppo di produttori (Ivana Fernetti) che quella certificazione l’ha ottenuta. Gianfranco Vissani a Terni si è presentato col pampepato, come omaggio del proprio ristorante, servito su piatto piano sottoforma di cubo, con gocce di salsa di cachi. Ma al di là di questo, per disciplinare registrato in gazzetta ufficiale europea, Baschi, e in generale tutta la provincia di Terni, rientra nell’area geografica di riferimento per la produzione del dolce a marchio Igp. Spingere affinché il noto chef presenti istanza, sarà la mission dei prossimi mesi fino all’edizione di sweet Pampepato 2025, inevitabile dopo il successo riscosso dalla kermesse al debutto. Nella città dell’acciaio, per la manifestazione ideata da Confartigianato, la Sgp grandi eventi di Stefano Pelliciardi ha portato persino il maestro della pasticceria italiana nel mondo Iginio Massari. Proprio lui ha glorificato il Pampepato di Terni, lo ha trovato unico e si è congratulato con chi lo ha ideato.

Sweet Pampepato Vissani o meno, il successo di Sweet Pampepato, coi produttori Igp protagonisti assoluti, dovrebbe convincere altri pasticcieri, fornai e gelatai a certificarsi. Opportuno sarebbe anche costituire un consorzio di tutela del prodotto, tanto amato dai ternani, apprezzato oltre i confini per la sua unicità, ritenuto sacro per il simbolismo assegnato ai suoi ingredienti. Con un manifesto eventi come quello messo a punto da Stefano Pelliciardi, il Pampepato si è rivelato anche capace di attrarre a Terni tanti visitatori. L’agenda della kermesse, il giusto mix tra cultura, sport, musica, arte, teatro, spettacolo e ternanità. Col pampepato, celebrato un altro simbolo identitario quale il Thyrus e coinvolte le svuole in attività più o meno sfidanti e impegnative. Ampliare al teritorio limitrofo a Terni la partecipazione, un’altra sfida per la prossima edizione. Nuovi format, nuovi nomi, ancora più impegno: Cofartigianato è pronta e già al pronti via Sweet Pampepato ha avuto il sostegno di Comune, Provincia, Regione, Fondazione Carit e Camera di commercio. Dal presidente di questo ente l’annuncio: «Presto in Umbria il museo del cioccolato. Ci sarà uno spazio dedicato al Pampepato».

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