Tutti vogliono un nuovo ospedale. Però… Il dibattito ternano sull’argomento sembra essersi incagliato così, tra dubbi, dati mancanti e strumentazioni politiche di vario genere. Tempi, costi, risorse, location, le variabili sono infinite e sul tavolo c’è solo uno studio elaborato dagli uffici regionali che prende in considerazione alcune ipotesi, tra le quali anche una delocalizzazione ma senza che vi sia un sito alternativo individuato. Verso questo obiettivo si è mossa la giunta Proietti commissionando un lavoro tecnico.

Lega Tuttavia, tra il consigliere Melasecche (Lega), che insiste per il project financing (quello proposto è stato bocciato due volte), e la maggioranza di Palazzo Donini, che non si schioda dall’idea di impiegare esclusivamente risorse pubbliche, c’è il sindaco di Terni Stefano Bandecchi che, per conquistarsi la scena lancia la provocazione di dimissioni davanti alla garanzia di un nuovo ospedale di Terni realizzato in cinque anni. Il timore che sia un tempo troppo stretto, è che possano essere necessari 11 anni, è dettato oggi, oltre che dalla scelta di essere cauti, anche dall’assenza di una progettazione, per la quale almeno i soldi si dice ci siano. Sul tema i consiglieri regionali Maria Grazia Proietti (Pd) e Luca Simonetti (M5s) levano gli scudi sulla maggioranza: «Il lavoro intrapreso rappresenta un impegno e una concretezza senza precedenti. La scelta di procedere con un percorso trasparente, supportato da analisi tecniche e confronti istituzionali, è garanzia di una realizzazione solida e sostenibile, capace di restituire a Terni un ospedale moderno e adeguato ai bisogni del territorio. La politica del passato ha preferito giocare con i proclami e con gli annunci basati sul nulla. Un duo, quello composto da Bandecchi e dall’ex presidente Tesei, che non ha fatto nulla e che non ha convinto neanche gli elettori visto che il voto è stato chiaro».

Ospedale Terni Sul cronoprogramma dettato dalla Proietti, Melasecche storce il naso: «Sono estremamente preoccupato per il lungo discorso fatto dalla presidente, nel quale ho riscontrato, tra le moltissime parole, punti tutt’altro che chiari e, soprattutto, una incoerenza di fondo che, ne sono certo, emergerà con ancora maggiore evidenza nelle prossime settimane, quando avremo il piacere di leggere cosa ci suggeriranno i tecnici di Reggio Emilia, diversamente da quanto hanno già scritto quelli della Regione Umbria. Basta leggere bene e trarne le conseguenze, cosa che non si è voluta fare, sprecando altri tre mesi di tempo, mentre la sanità ternana continua a perdere terreno rispetto alle province vicine del Lazio, che corrono, mentre noi galleggiamo in questa aurea mediocritas».

Dem e Bandecchiani E in questo contesto non poteva mancare uno scontro tra il partito di Bandecchi e il Pd. I dem accusano il sindaco (e peraltro va tenuto conto che il Comune non ha competenze sull’edilizia ospedaliera), di non aver fatto proposte concrete ma di avere esclusivamente lanciato provocazioni e ultimatum. I bandecchiani di contro contestano aspramente la scelta dei consiglieri comunali di centrodestra e centrosinistra di non essersi presentati al consiglio comunale aperto dedicato al nuovo ospedale di Terni.

Sindacato Nel dibattito allora ecco che entra la Cgil di Terni: «Come sosteniamo da tempo, il territorio ternano necessita di una qualificazione delle strutture sanitarie, a partire dalla rete ospedaliera, certamente con interventi edilizi, ma sopratutto con la definizione di un adeguato piano di assunzione di personale e investimenti tecnologici, e una nuova e diversa organizzazione delle prestazioni che sempre di più devono puntare a qualità e efficienza. Ribadiamo – ha detto il segretario Claudio Cipolla – la necessità di ridefinire la mission dell’ospedale di Orvieto e accelerare la costruzione dell’ospedale di Narni-Amelia, nosocomio che deve operare in modo complementare e integrato all’Azienda ospedaliera di Terni. La Camera del lavoro auspica per quest’ultimo la costruzione con fondi pubblici, evitando soluzioni di finanziamento privato che rappresenterebbero, comunque, un prestito che l’azienda ospedaliera dovrà poi restituire negli anni successivi, rischiando di tagliare risorse alle prestazioni e ai servizi sanitari. Il dibattito in corso – conclude il segretario  Cipolla – deve essere orientato esclusivamente all’obiettivo di rispondere realmente ai bisogni e alle necessità di prestazioni sanitarie e non può prescindere da un intervento di potenziamento complessivo sia nella prevenzione che nella cura e post cura sul territorio in termini di quantità e qualità delle prestazioni ma anche nell’organizzazione dei servizi socio-sanitari-assistenziali».

Landini Il contributo del sindacato arriva proprio nella giornata in cui si consuma una gran polemica sul leader nazionale della Cgil Landini per aver dato della ‘cortigiana’ a Giorgia Meloni. Lo stesso ha spiegato che intendeva ‘alla corte di Trump’, perché del presidente Usa si stava parlando a ‘Di Martedì’ in tv, ma la precisazione non ha frenato le polemiche e da Fratelli d’Italia, la capogruppo in Regione Eleonora Pace si sorprende di come il numero uno di quella Cgil che era in piazza contro Bandecchi per il suo linguaggio offensivo e oltraggioso, si esmprimi in questo modo. Una sponda per dare una stoccata alla governatrice Proietti «che invece di prendere le distanze da Bandecchi ha legittimato quello stesso sindaco con un duetto patetico nel consiglio comunale aperto di Terni in contraddizione con la sua stessa maggioranza».

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