di M.R.
La serranda bruciacchiata, i segni sul muro, la tenda disfatta dal calore, l’odore acre di arredi arsi e il nastro bianco e rosso a delimitare l’area dell’incendio. È questo che resta, oltre all’amarezza, del rogo che si è verificato nella notte tra lunedì e martedì all’esterno del locale L’Angolino, in pieno centro a Terni. Un fatto che ha scosso esercenti e residenti soprattutto per l’ombra del dolo che si allunga insistentemente sull’accaduto.
Tre macchine a fuoco negli ultimi giorni, una pare riconducibile a qualcuno che ha a che fare con l’attività in questione. Una coincidenza o una strategia al sapore di vendetta, saranno verosimilmente le indagini a chiarirlo; tuttavia la reazione del titolare del locale, così come espressa tramite social, lascia spazio ai sospetti: «Terni ha bisogno di chi costruisce e non di chi distrugge. Un incendio chiaramente doloso, il tempo porterà a galla ogni verità».
L’imprenditore titolare, attraverso il profilo social del lounge bar, esprime comunque la voglia di ripartire e conferma l’amore per Terni: «Daremo sempre il massimo. Non si può ferire così la città con certi gesti e certi atteggiamenti». Da parte di altri imprenditori del settore food & wine espressa solidarietà.
