«Questa amministrazione comunale ha dimostrato a più riprese grande incompetenza sul tema (edilizia residenziale pubblica Ndr). Come Regione dialoghiamo con tutti coloro che con onestà intellettuale sono disponibili a risolvere i problemi. L’ostacolo ad oggi è il Comune che a suon di post e commenti, dimostra solo volontà di polemica. Ognuno faccia la sua parte». Queste le parole dell’assessore regionale, Enrico Melasecche, giovedì mattina a Terni in una conferenza stampa con il centrodestra della Conca.

Edilizia residenziale pubblica Terni «Parlando di edilizia popolare – ha introdotto l’argomento il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, Marco Celestino Cecconi – esistono tre ambiti: emergenza abitativa, le assegnazioni delle case popolari, l’edilizia residenziale a canone concordato. Livelli diversi che seguono percorsi totalmente diversi che si avvalgono anche di linee di finanziamento diverse. Ad oggi le iniziative che vengono prese dall’amministrazione comunale, come le iniziative di non coordinarsi con Ater e con la Regione, non producono. Propaganda elettorale, fatti zero».
Regione-Comune Ha preso parola poi l’assessore Melasecche: «Questa amministrazione cominciò con multe all’Ater – ha detto – senza rendersi conto che se non verranno sospese le dovranno pagare gli inquilini perché spetta a loro. Rinnovo della convenzione, tutti i comuni in Umbria hanno firmato la convenzione con Ater, al Comune di Terni è stato detto ripetutamente di trovare un accordo, standard di ogni Comune, niente. La cosa grave – aggiunge – è che si va a strumentalizzare un modo di difficoltà». «L’amministrazione comunale si è chiusa in un bunker – continua Melasecche -. All’ultimo incontro che abbiamo organizzato a Terni hanno mandato il direttore generale, un dirigente e un funzionario, con il quale abbiamo esaminato tutti i punti per portarli a soluzioni. La Regione vuole portare a soluzione tutti i problemi». «Da quando c’è questa amministrazione volano solo stracci – asserisce l’assessore -. Campagna elettorale personale sulla pelle della famiglie che hanno bisogno».


