La stanza di un ospedale (©️Fabrizio Troccoli)

di Mar.Ros.

Risale al 14 settembre scorso l’accesso di un giovane al Pronto soccorso di Foligno, arrivato in ospedale senza ambulanza che ha riferito di una caduta accidentale. Le sue condizioni sarebbero apparse piuttosto gravi; il giorno successivo il trasferimento del paziente al Santa Maria di Terni. Trauma del tronco, frattura delle costole e un ematoma al fegato il quadro clinico del ragazzo albanese, ricoverato in Terapia intensiva. La versione dell’incidente riferita ai sanitari, tuttavia, non convince le persone a lui più vicine; si fa largo l’ipotesi di un infortunio sul lavoro che qualcuno starebbe cercando di nascondere.

Infortunio ‘mascherato’ La famiglia, nominato un avvocato, avrebbe già sporto denuncia perché si indaghi sulle cause che hanno portato il giovane in quel letto di ospedale. Il sospetto è che stesse lavorando in una fabbrica nel Folignate e che sia stato travolto da un corpo metallico. Alcuni conoscenti del paziente, che si dicono informati sui fatti, riferiscono particolari significativi e inquietanti su come sarebbe stata gestita la fase immediatamente successiva all’infortunio, nel tentativo di mascherare l’accaduto, verosimilmente per tenere lontane le autorità dalla possibilità di fare luce su un rapporto di lavoro irregolare. Quindi «il soccorso privo delle dovute precauzioni del caso se non addirittura la complicità di altre persone in ambito sanitario; il ferito scaricato davanti al nosocomio di Foligno presumibilmente in un contesto di minacce e persino manomissione del cellulare del giovane». Circostanze, ovviamente, tutte da verificare e che, se accertate, restituirebbero una storia davvero sconcertante.

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