«Abbiamo avuto la prova di come la destra stia lavorando per chiudere la struttura complessa di Cardiochirurgia a Terni accorpandola a Perugia». Così tuona il consigliere regionale di M5s Thomas De Luca, a seguito della bocciatura della proposta di emendamento al Documento di economia e finanza regionale. Tra le richieste a cui è stato detto di ‘no’: l’espletamento del concorso per il nuovo direttore della struttura. Alla denuncia del consigliere si sono accodati anche il pentastellato Claudio Fiorelli, Cgil e Fp Cgil. «Nessun passo avanti per il nuovo ospedale di Terni» commenta amaramente il vicesindaco Riccardo Corridore.

Il ‘no’ all’emendamento A raccontare la sua versione sull’accaduto è proprio De Luca in una nota: «Nella totale indifferenza della maggioranza e della presidente Tesei, l’assemblea ha respinto con 11 voti contrari e 6 favorevoli la proposta che impegnava ad avviare entro il primo trimestre del 2024 tutte le procedure necessarie per l’espletamento del concorso per il nuovo direttore della struttura complessa di cardiochirurgia del nosocomio ternano, con l’ulteriore impegno di ripristinare l’organico dei professionisti in reparto in numero adeguato a garantire un’organizzazione degli orari e dei tempi di lavoro necessari all’ottimale funzionamento del servizio, con particolare attenzione alle esigenze dei pazienti e assicurando il benessere psico-fisico del dipendente nell’ottica del riconoscimento dei tempi di vita e del diritto al riposo». Immediato il sostegno del consigliere M5s Claudio Fiorelli, secondo cui con questa bocciatura si sia scelto di «depotenziare Terni in favore di Perugia. Mettendo a rischio chiusura una struttura di eccellenza. E depotenziare una struttura così attrattiva significa renderla un cadavere ambulante. Serve una mobilitazione generale – conclude – di cittadini, associazioni, sindacati e tutte le forze politiche, di maggioranza ed opposizione, perché parliamo di qualcosa al di sopra delle singole appartenenze».

Sindacati A nutrire forti dubbi sul futuro della sanità regionale sono Cgil e Fp Cgil Terni, che esprimono le loro preoccupazioni con una nota congiunta dei segretari Valentina Porfidi e Claudio Cipolla. «Come organizzazione sindacale da tempo chiediamo chiarezza da parte della Regione rispetto alla prospettiva e al futuro della sanità dell’Umbria e della provincia di Terni, in risposta alle esigenze e ai bisogni delle cittadine e dei cittadini. Noi siamo e restiamo per due aziende ospedaliere distinte, per mantenere l’alta specialità, che si garantisce attraverso integrazione di primariati, assunzione di personale e qualità delle prestazioni».

Alternativa popolare Dal Comune di Terni si leva la voce di Riccardo Corridore che sentenzia: «Ennesimo tentativo da parte della giunta di affossare la sanità pubblica ed in particolare quella dell’Umbria del sud». Insomma, anche per il vicesindaco «nessun passo avanti per il nuovo ospedale di Terni. Nessuna garanzia e nessun cambio di rotta per potenziare l’assistenza territoriale. Nessun intervento per garantire che le prestazioni ambulatoriali avvengano in prossimità del domicilio degli assistiti. Si tratta di vuoti evidenti, che producono danni ai cittadini, che impoveriscono un territorio che invece deve puntare sulla qualità e quantità dei servizi per essere attrattivo. L’amministrazione comunale di Stefano Bandecchi e Alternativa popolare – conclude – dicono ‘no’ al continuo impoverimento dei servizi essenziali soprattutto in sanità».

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