di Chia. Put.

«Dopo aver visto video, articoli di giornale e aver sentito varie offese, vorrei dare il mio punto di visto, dato che in pochissimi me lo hanno chiesto». Ecco che a poche ore dal parapiglia in sede di consiglio comunale, il primo cittadino di Terni prende parola con un video social. «Tutti sono facilitati a dire: ‘Ecco è arrivato l’orco’. Tanto per cominciare mi aspetto le scuse di tutti coloro che mi hanno offeso. E mi aspetto le scuse in maniera ufficiale e chiara sopratutto dal Pd, che ha addirittura chiesto le mie dimissioni, e FdI che attraverso i suoi rappresentanti istituzionali in Comune oggi – a mio avviso – non ha fatto bella figura.

La versione di Bandecchi «Qualche giornalista mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Ma lei non si vergogna della sua reazione?’. Già il termine ‘re-azione’ – scandisce bene il sindaco – vuol dire che prima di succedere quella cosa c’è stato altro. Allora significa che dobbiamo vedere quello che è successo in maniera molto chiara. E siccome io ho la sfacciataggine di chiedere le vostre scuse, soprattutto di Pd e FdI, bisogna vedere come mai c’è stata una reazione. Io non devo scusarmi di niente ma devo sottolineare che continuerò ad avere delle reazione davanti ad atteggiamenti aggressivi. E per ‘aggressivo’ vorrei rifarmi a ciò che si dice all’ambito femminile, quando gli uomini aggrediscono le donne anche solo con l’atteggiamento e le parole forti. Essere aggressivi non vuol dire semplicemente alzare le mani perchè ti do uno schiaffone. Lo si può essere anche con le parole e gli atteggiamenti, specialmente se questi ultimi sono ripetuti nel tempo».

Fatto istituzionale Il primo cittadino poi racconta il suo personale ‘dietro le quinte’ della rissa scatenatasi in aula lunedì 28 agosto: «In consiglio comunale, Signori, si chiede la parola e solo dopo si parla. Quando qualcuno parla, in consiglio, gli altri devono stare zitti, è come la Camera dei Deputati, come in Parlamento. Non siamo in un bar dove tutti possono dire quello che vogliono, non è un botta e risposta. Qualcuno dice la propria idea e poi gli altri potranno rispondere quando gli sarà data la parola. Guarda caso io ho ascoltato in religioso silenzio le dichiarazioni – anche se secondo me fuori luogo – della destra e dopodiché toccava a me parlare. Nel video si vede chiaramente che quando inizio a parlare dico tre parole – legittime – per i fatti sui quali non mi dilungo. Ho semplicemente detto: ‘Fossi in voi mi vergognerei di chiedere ciò che state chiedendo e come lo state chiedendo’. Di lì è partito il putiferio: sorrisi, sghignazzamenti, ‘sei un pagliaccio’. E io ho detto: ‘State attenti che alla fine vi volano via i denti di bocca’.

Il parapiglia «Da lì – spiega Bandecchi – è partita la fine del mondo, con un altro matto che si alza con violenza e inizia a parlare. Quattro o cinque volte gli è stato detto di mettersi seduto dalla presidente del consiglio. Più volte gli ho chiesto di farmi finire la mia conversazione, ma continuava come un matto. E nessuno lo ha portato fuori, cosa che invece andrebbe fatta e che lo sarà dai prossimi consigli. Quando qualcuno alzerà la voce e non è il suo turno di parlare sarà sbattuto fuori, direttamente dai vigili urbani – se stanno alle loro mansioni – o da addetti che faranno questo lavoro in maniera corretta. Comunque siccome il matto non è stato buttato fuori, io ho semplicemente detto: ‘Mettiti seduto’. Da lì parte una rissa di una marea di persone che dice: ‘Oddio il sindaco vuole picchiare lo spastico’. Sì, perchè tutti hanno voluto bloccarmi per una differenza di fisicità, ma io non volevo ammazzare questo signore, ma solo metterlo seduto. Lui non doveva stare in piedi e parlare. Questa cosa intenderò farla ogni qualvolta qualcuno romperà le palle in maniera istituzionale. Signori, reazione. Nella vita non intendo farmi mettere i piedi in testa dalle persone».

Sicurezza in aula «Continuate a parlare, continuate a dire tutta una serie di cose che non hanno senso. Dato che vi sembra strana la mia reazione, dovete informarvi dettagliatamente di che cosa è successo nel far scattare la mia reazione. Trovo ridicolo che quattro fascisti dicano a me che io sono violento. La loro violenza verbale, il loro atteggiamento a me dà fastidio. O lo cambiano o io continuerò ad avere il mio atteggiamento. Spero di aver chiarito il punto, perchè sto aspettando le scuse di tutti coloro che continuano a parlare, di tutti quei giornalisti che hanno titolato dicendo di avere un sindaco violento e di Pd, che chiede le mie dimissioni, e FdI. Le dimissioni mie? Loro devono chiedere a FdI di imparare ad essere più istituzionali. Alla camera dei deputati ci sono i valletti, che prendono il soggetto e lo buttano fuori. Purtroppo a Terni non ci sono, ma ci attrezzeremo dal prossimo consiglio di persone e tutti coloro che impediranno la discussione democratica saranno buttati fuori. Poi vi spiego l’inizio della discussione, che fa ancora più ridere: gente che in cinque anni non ha saputo fare niente se non distruggere il corpo dei vigili urbani e poi chiede a me di risolvere la cosa in due mesi. Il mondo si divide in imbecilli e persone intelligenti, io aspetto le scuse degli imbecilli».

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