di Maria Giulia Pensosi

«Quando abbiamo deciso di intraprendere questo nuovo percorso insieme, ben 14 anni fa, non c’erano ragazze a Terni che cantavano in solitaria, era inusuale che fossero indipendenti, senza far parte di un gruppo. Insomma eravamo un po’ ‘pecore nere’». Ed è così che Claudia Carletti e Ilaria Pileri hanno scelto di chiamarsi ‘Black Sheeps‘, con una ‘s’ finale di troppo, un errore voluto «per essere ancora più pecore nere». Rock intriso di sentimenti, emozioni ed esperienze di ogni giorno, la quotidianità in musica e parole.

Black Sheeps L’anniversario del ‘duo rock’ è il 13 giugno 2009, la data della loro prima serata insieme. «La passione per il canto accompagna entrambe da sempre – raccontano Claudia e Ilaria ai microfoni di Umbria24 -. Ci siamo incontrate in un periodo in cui facevamo sostituzioni in un gruppo e da quel momento abbiamo iniziato questo nuovo percorso». In comune la passione per il rock anni ’70: «Siamo 50 per cento rock e 50 per cento cantautrici – continuano – veniamo da due mondi un po’ diversi a livello musicale, ma che hanno dei punti di contatto». Ilaria infatti ha una passione per il rock anni ’90 mentre Claudia è più stile ‘vintage’. Dopo anni di cover passate tra i locali del centro Italia, le ‘pecore nere’, nel settembre 2017, decidono di darsi una nuova veste. Contribuiscono così alla scrittura del primo inedito ‘Contromano nel cielo’ vincitore del contest ‘Sanremo doc 2018’. L’argine è rotto e l’esigenza di scrivere diventa sempre più impellente. Inizia quindi un viaggio di musica e testi a quattro mani che presto si trasforma in un disco dal titolo ‘Non aspettarmi sveglio’ uscito a ottobre 2019. Dopo l’estate 2020 piena di impegni e soddisfazioni il 21 dicembre esce il singolo ‘Spina’ che sancisce l’inizio di un nuovo progetto che si protrarrà per tutto il 2021 e si tradurrà in altri tre singoli ‘La guerra di Anna’, ‘Sangue e uomini’ e ‘Onde’.

Rock come stato d’animo Nel 2019 l’apertura del concerto di Stef Burns a Terni, nel 2020 il premio Mia Martini e il premio Margutta di Roma fino al 2021 quando Claudia e Ilaria hanno partecipato come ospiti al tributo a Sergio Endrigo a Terni e hanno aperto il concerto di Simone Cristicchi ad Arrone. «Il rock è uno stato d’animo – confidano le Black Sheeps – un modo di vivere e di essere». Insomma, le esperienze di tutti i giorni che diventano musica: «Il disco uscito nel 2019 è stato scritto praticamente su Whatsapp – riprendono Claudia e Ilaria -. Durante il lockdown abbiamo scritto un altro disco, ma ora non è il momento per farlo uscire. Il nostro comunque è uno scambio continuo, i temi trattati nelle canzoni sono solo quelli che ti colpiscono, è quasi tutto autobiografico. Scriviamo e cantiamo di un libro che abbiamo letto, un film che abbiamo visto o qualcosa che comunque ci ha ispirato». Le Black Sheeps cavalcano le emozioni «contromano nel cielo, tra paura e coraggio» e puntano all’originalità. Un percorso in parte condiviso anche insieme alla loro band composta da David Pieralisi alla chitarra, Riccardo Ciaramellari alla tastiera, Saverio Federici alla batteria e Marco Vitantoni al basso. «L’obiettivo è fare quello che vogliamo fare – spiegano – il che non significa diventare per forza famose, ma scrivere e portare in giro per il mondo quello che siamo noi e la nostra musica. La meta non è scalare la vetta, ma rimanere noi stesse, senza scendere a compromessi».

 

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