L’argomento era uscito durante la conferenza di fine e inizio anno dell’amministrazione Bandecchi e già sta collezionando i primi sostenitori. Si parla di quello che il sindaco di Terni ha definito «un’attrazione perenne», ovvero un campo da golf che possa portare «turismo e ricchezza».
Campo da golf Ad appoggiare questo ‘sogno’ è l’ex assessore regionale Enrico Melasecche che ricorda: «Da trent’anni si parla a Terni di realizzare un campo da golf dalla valenza fortemente attrattiva dal punto di vista del turismo e dello sviluppo. Varie idee sono però state messe da parte a causa della prevalenza da decenni di un certo pauperismo triste e chiuso». Secondo il capogruppo della Lega in Regione occorre invece «che la politica abbia il coraggio di guardare avanti». E sulla location Melasecche non ha dubbi: «Perchè un campo da golf a Piediluco? Perchè quel progetto preliminare è stato già recepito urbanisticamente dal comune di Labro dove si estende gran parte dei sessanta ettari necessari a realizzare le 18 buche. La imponente fattoria, con volumi per l’essiccazione del tabacco, consentirebbe di realizzare la parte ricettiva senza produrre consumo di suolo, mentre la club house potrebbe trovare spazio in uno dei casali disseminati sull’area».
Non solo golf Poi l’ex assessore regionale aggiunge: «Il progetto si incrocia con quello della ciclabile attorno al lago che sono riuscito a far finanziare dalla Regione con il Fsc per 700 mila euro e che il Comune deve realizzare quanto prima ma anche con tutte le altre iniziative completate ed in via di realizzazione e che conferiscono al Parco della Cascata delle Marmore e di Piediluco una valenza assoluta». Insomma, per Melasecche «esistono oggi tutte le condizioni perchè finalmente quest’area da decenni marginalizzata possa spiccare definitivamente il volo. Ovviamene nella salvaguardia dell’ambiente – chiosa – visto non più come un cimitero da mummificare ma come il contesto naturale da valorizzare e fruire per impegnare i giovani che qui vogliono rimanere a lavorare e magari fare anche impresa. Non più terra di emigrazione e spopolamento come è stata negli ultimi settant’anni».
