di Ma.Ma.

Antonio Ceccarini, uno dei punti di forza del Perugia dei miracoli, ha uno stadio intitolato alla sua memoria.La cerimonia di sabato a Sant’Angelo in Vado è stata preceduta da una serie di interventi di suoi ex compagni di squadra, dell’allenatore Ilario Castagner e di chi lo lanciò nel calcio professionistico: Silvano Ramaccioni. Nel paese dove Ceccarini aveva iniziato a giocare sono intervenute autorità civili e calcistiche insieme a molti amici e conoscenze del Tigre, come veniva chiamato il difensore di quella squadra imbattuta che sfiorò lo scudetto. Un lungo ed applaudissimo filmato proiettato a Sant’Angelo in Vado ha scandito le tappe della vita dello sportivo e dell’imprenditore, che come tanti altri suoi compagni aveva deciso di stabilire le sue radici a Perugia. A coordinare l’iniziativa è stato Gianni Antonini, amico di lunga data di ‘Tonino’. Al momento della scoperta della targa allo stadio si è fatta sentire la calorosa rappresentanza di tifosi che ha intonato inni al Tigre.

La maglia numero 3 Commozione durante l’amarcord di Frosio, capitano della squadra, di Vannini, Nappi, Pino Roma. C’erano tanti cittadini insieme ad una rappresentativa di alunni ed insegnanti. Il segretario generale del Perugia Calcio, Ilvano Ercoli, ha consegnato una maglia del grifo con il numero 3 e la scritta Tigre al sindaco Alberto Luzi. Oltre ai familiari, la moglie Grazia, ed i figli Matteo e Gaia, c’era anche Brunello Cucinelli, amico e partner imprenditoriale della prima ora di Ceccarini. Tra i presenti Clelia e Sabrina Curi, Amenta, Novellino, Malizia, Lupini, il dirigente calcistico Arcipreti e tanti tifosi che hanno voluto confermare con la loro presenza imperituro affetto ad un calciatore che, consapevole di doti tecniche non importanti, con sacrificio ed applicazione ha lasciato un segno indelebile nella storia del Perugia calcio.