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sabato 2 luglio - Aggiornato alle 19:00

Un museo del calcio per le glorie tifernati: a Ramaccioni la tessera nr.1

Inaugurata la struttura dedicata al calcio biancorosso. Aneddoti e grandi ricordi

La storia quasi centenaria dell’AC Città di Castello, fatta di migliaia di partite, di 96 squadre differenti che hanno disputato tutti i campionati dilettantistici e semiprofessionistici, di una delle più prolungate presenze nel campionato nazionale di serie D ha da ieri sera una propria casa ed un proprio museo permanente, con tanti cimeli, foto e documenti da chi con certosina cura li ha raccolti in due libri “cult” del calcio tifernate. Questo spazio è stato infatti dedicato all’autore di tanto lavoro il dottor Siviero Sensini, storico per eccellenza del calcio tifernate. La giornata dell’orgoglio biancorosso, (presentata dal giornalista Paolo Puletti), e’ stata così ribattezzata dai numerosi presenti e tifosi in tanti coi capelli bianchi, occhi lucidi e ricordi tanti ricordi. Tutto questo lo si deve ad un gruppo promotore di “Ex biancorossi A.C. Città di Castello” coordinato da Fiorenzo Luchetti e che vede in prima fila gli ex calciatori di quella epopea come Edoardo Giorgi, Sandro Tosti, Olinto Forlucci, Luigi Bogliari, Guido Savini, Roberto Borsi, Adriano Banelli, Giuliano Mambrini, Stefano Bacchi, Lucio Bernardini, Giuseppe Bernicchi, Giancarlo Marini, Carlo Magnani, Francesco Panfili ed altri.

Emozione Una festa che ha avuto tanti momenti per certi versi pieni di commozione, di ricordo, di orgoglio e soprattutto la felicità di poter mostrare alla città questo museo, che è ospitato nel centralissimo loggiato Bufalini, nella sede degli “Amici della piazza”. Al taglio del nastro erano presenti tanti ex calcatori arrivati da varie parti d’Italia che hanno indossato in varie epoche la maglia biancorossa (fra i quali Federico Giunti e Lucio Bernardini) c’erano tanti ex dirigenti (le famiglie Renzacci, Caldei e Bacchi) e nel saluto portato da Fiorenzo Luchetti a nome di tutti gli ex giocatori ci sono stati tanti ringraziamenti, ma soprattutto si sono anche raccolte parole importanti come quelle di Silvano Ramaccioni, in collegamento da Milano, che ha iniziato la sua carriera di dirigente sportivo e team-manager, proprio dall’AC Città di Castello e poi al Perugia e al Milan dove l’ha conclusa all’insegna di successi storici. Il popolare “Rama” con la sua solita signorilità ha salutato con soddisfazione la bellissima iniziativa nata in maniera ammirevole con il desiderio “di voler costudire ricordi, testimonianze e cimeli del passato glorioso biancorosso in una sede prestigiosa nel cuore della città dove i tifosi potranno avere da ora un punto di riferimento”, ha concluso Ramaccioni orgogliosamente tifernate rappresentato in loco dal fratello Tommaso super tifoso da sempre del Città di Castello. A lui è stata assegnata la tessera numero uno del club seguito da Giuliano Mambrini, oltre 500 presenze, vecchia gloria e bandiera biancorossa.

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