di Simone Francioli
C’erano davvero tutti, e non poteva essere altrimenti, per la commemorazione di uno dei più grandi amministratori e politici della storia ternana, Ovidio Laureti. Personalità politiche e sportive si sono riunite nella sala consiliare del comune per ricordare la sua figura: a lui è stato intitolato il nuovo terreno di gioco in erba sintetica dell’Olympia Thyrus. L’inaugurazione del campo è andata in atto nel pomeriggio.
Appuntamento in comune Dal sindaco Di Girolamo ala figlia dell’ex presidente rossoverde Giorgio Taddei, Ornella, passando per diversi assessori, consiglieri, rappresentanti di squadre del territorio – Ternana, Narnese, Olympia Thyrus, Terni Est, Farini – e l’ex giocatore delle ‘Fere’ campione del mondo nel 1982 Franco Selvaggi: tutti uniti nel rendergli omaggio e celebrare ciò che di buono ha fatto per Terni ed i ternani. Il figlio Massimo – consegnata una targa per l’evento durante l’inaugurazione del campo – ed il nipote Alessandro i familiari presenti.
Politico, amministratore e uomo di sport Assessore e consigliere del comune di Terni dal 1956 al 1973 con le giunte dei sindaci Emilio Secci, Ezio Ottaviani e Dante Sotgiu, Laureti negli ultimi anni della propria carriera amministrativa e politica è stato protagonista anche nello sport, rappresentando il comune nel consiglio della Ternana dei presidenti Giorgio Taddei e Gianfranco Tiberi. Sono gli anni nei quali vedono la luce il ‘Libero Liberati’, il camposcuola ‘Casagrande’ , le piscine dello stadio e il palazzetto della scherma. Diventa inoltre il responsabile del settore giovanile rossoverde, tra i più floridi ed apprezzati a livello nazionale: spicca su tutti la figura di Franco Selvaggi, campione del mondo a Spagna 1982 con gli azzurri di Enzo Bearzot. Chiude il suo percorso amministrativo con il ruolo di vicepresidente dell’istituto autonomo case popolari di Terni fino al 1975.
Di Girolamo «La nostra – esordisce il primo cittadino ternano – comunità fa due cose giuste in questa giornata: intitolare un campo ad Ovidio Laureti, appassionato di sport ed in particolare del calcio, e consegnare il ‘Thyrus d’Oro’, emblema della nostra città, a Franco Selvaggi. Lui rappresenta pienamente i valori che questo sport dovrebbe dare. Non lo facciamo – prosegue Di Girolamo – per un’operazione nostalgia, bensì perché vogliamo dire ai nostri cittadini che anche nelle trasformazioni durante il tempo restano delle radici, che vogliamo tenere ben presenti. Franco attraverso il calcio c’è l’ha fatta, mentre Ovidio ha donato a Terni una grande impiantistica sportiva».
Franco Selvaggi Nato a Pomarico, piccolo centro in provincia di Matera, il futuro campione del mondo si trasferisce a Terni giovanissimo dopo aver superato un provino con la società rossoverde. Le sue qualità non sfuggono agli osservatori e ben presto, sotto la guida tecnica di Corrado Viciani, arriva il debutto in Serie A contro la Fiorentina, il 30 dicembre 1972. Quattro mesi più tardi, il 29 aprile 1973, Selvaggi mette a segno il primo gol nel calcio professionistico, realizzando il momentaneo 1-2 – risultato conclusivo 2-3 – nel match con la Juventus di Causio, Bettega, Furino, Haller, Zoff, Anastati , Capello e Longobucco, altro calciatore formatosi nella ‘cantera’ rossoverde. Successivamente trova fortuna a Taranto e Cagliari, guadagnandosi la convocazione al mondiale spagnolo. Chiude la sua carriera di calciatore nel 1987 alla Sambenedettese dopo le brevi esperienze con Udinese ed Inter. La sua attività nel mondo del calcio continua da allenatore: tra il ’92 ed il ’02 guida Catanzaro, Taranto, Matera – è stato anche presidente dei lucani – , Castel di Sangro e Crotone.
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«Persona straordinaria e grande dirigente» «Sono qui per onorare la sua memoria – spiega l’ex rossoverde –, è stata una persona straordinaria, un grande dirigente e un uomo di sport. A me ha insegnato ad essere sempre leale e mi ha mostrato i veri valori della vita, senza retorica. Un secondo padre, aveva un senso dell’altruismo incredibile, basti pensare a come trattò Bagnato durante la sua permanenza a Terni, un’umanità incredibile. Gli devo fare un grande complimento come dirigente, a lui e Omero Andreani, i fautori del settore giovanile che, in quegli anni, era all’apice del calcio italiano. Erano molto competenti. Loro due e Viciani sono state le persone più importanti per me. Lo devo a loro se ho fatto una carriera del genere». Doppio riconoscimento per Selvaggi: ‘Thyrus d’Oro’ e cittadinanza onoraria.
«Un amministratore concreto» Elogio alla figura di Ovidio Laureti anche da parte dell’ex senatore Franco Giustinelli, che lo descrive come «un amministratore concreto e uomo di grande intelligenza, al quale è giusto rendere una postuma giustizia». Giustinelli aggiunge che «parlare di Laureti equivale a parlare della nostra città, dei grandi conflitti dell’epoca, delle problematiche industriali e del clima di ristrutturazione e ricostruzione di quegli anni». Poche, ma intense le parole del figlio Massimo: «Ringrazio coloro che sono venuti, lui è stato molto amato dalla gente e questa ne è la dimostrazione».
Il commento di Sandro Corsi Il presidente dell’Olympia Thyrus – a breve la fusione con la Farini, la nuova società sarà denominata Olympia Thyrus Farini – si dice «orgoglioso di aver proposto questo ricordo attraverso l’intitolazione a un eminente amministratore scritto nella nostra targa. Persona del popolo, amava essere in mezzo alla gente ma soprattutto il calcio. Ha governato nella nostra città per vent’anni, poi purtroppo c’è stata la morte tragica, prematura, e questo è stato un modo bello per ricordarlo, la città si è raccolta nella sede municipale, anche il mondo sportivo. Un personaggio eccezionale nel rapporto tra città e comune. Con il sindaco c’è stato entusiamo nel portare avanti l’iniziativa. Laureti ci ha reso più sereni e quindi siamo davvero orgogliosi di aver organizzato insieme alla famiglia questa significativa giornata». Conclusa nel pomeriggio con lo svelamento della targa e l’intitolazione dell’ex ‘Malerba’ a Ovidio Laureti.
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Il nuovo terreno di gioco Erba sintetica di ultima generazione per l’‘Ovidio Laureti’, neo terreno amico dell’Olympia Thyrus. Dalla sala consiliare del comune a Via Papa Benedetto III, dove nel primo pomeriggio sono andati in atto l’intitolazione e l’inaugurazione del nuovo terreno di gioco a Laureti. A tagliare il nastro è stato l’assessore ai lavori pubblici, Silvano Ricci, mentre successivamente – nel mezzo la sfilata delle giovanili, della prima squadra della Thyrus e dei ragazzi della polisportiva ‘Baraonda’ – è stata svelata la targa dal figlio Massimo, il sindaco Di Girolamo, Selvaggi e il presidente della società Corsi. Premiato Eros Sciaboletta, attaccante dell’Olympia Thyrus che ha terminato la stagione da capocannoniere della Promozione.
