di Mar. Ro.
Un episodio che poco ha a che fare con lo sport, uno di quei casi dove viene da dire che sono i genitori la rovina dei figli. Tutto, secondo la ricostruzione fatta in una nota dalla società dell’Olympia Thyrus Sv Farini, è avvenuto domenica nel corso del match (in campo c’erano gli Allievi regionali A2, girone B) contro i parigrado del Todi. Sugli spalti un padre mastica amaro per via del fatto che il figlio non viene fatto entrare in campo. A quel punto dal mugugno passa ai fatti, scavalcando la rete per andare a confrontarsi col tecnico ‘vis à vis’.
Partita sospesa «Il signor B., – si legge nella nota – non tesserato con l’Olympia Thyrus, ma padre di un giocatore della stessa, ha iniziato ad inveire contro il nostro tecnico Traini, tra l’altro una delle glorie del calcio ternano. È entrato in campo superando la recinzione, ha fermato la partita ed ha continuato a minacciare l’allenatore Traini, al punto che l’arbitro si è visto costretto a sospendere la gara al 30’ del secondo tempo sul risultato di 1-1. Sono stati i nostri ragazzi, insieme all’accompagnatore Trappetti, grande esempio di correttezza, a far calmare il signor B. ed impedirgli di aggredire il mister. Per fortuna – proseguono – la situazione si è risolta in pochi minuti senza conseguenze verso altri tesserati e direttore di gara».
Nicola Traini «Non è successo nulla di grave in campo – dice a Umbria24 l’ex centravanti rossoverde, che di calcio ne mastica da una vita, tanto che vanta 40 presenze e 4 reti in Serie A e 176 presenze e 29 reti in Serie B -, perché di fatto non ci siamo neppure sfiorati, però purtroppo ci sono dei genitori molto ma molto scorretti ed ecco cosa accade. Ad ogni modo ho già preparato la lettera di dimissioni, non per quello che è successo ma perché è venuto meno un ambiente idoneo a lavorare. Dovrei mandare via il ragazzo – prosegue – e non me la sento. Preferisco fare un passo indietro io e lasciare in tranquillità i giovani calciatori». Sulle motivazioni della sfuriata, il tecnico afferma: «Si è arrabbiato perché eravamo nel secondo tempo e il figlio non era ancora entrato in campo. I genitori – chiosa – pretendono cose che col calcio non c’entrano niente. Ma neppure colpevolizzo – afferma – credo piuttosto che non intendendosi di calcio ne facciano una ragione di vita, ecco il perché di queste reazioni. Poi – ribadisce – non c’è stato neppure il contatto fisico ma l’arbitro si è impaurito e ha sospeso la partita. Certo, – riflette – sono cose che nel calcio non dovrebbero succedere, soprattutto nei settori giovanili. Uno che ha fatto il calciatore sul serio – conclude – non si trova in certi ambienti».
Olympia Thyrus Intanto la società, nella persona del presidente Sandro Corsi, oltre a dichiararsi pienamente solidale con mister Traini per quanto accaduto, è altrettanto decisa nel condannare il grave episodio. Pertanto fa sapere di voler presentare un esposto alle forze dell’ordine. «Nessun provvedimento – si precisa nella nota – verrà, invece, preso a carico del figlio e nostro giocatore degli Allievi regionali poiché le responsabilità dei padri, non possono ricadere sui figli».
