Lo striscione esposto alla ‘Nord’

di S.F.

Dal 2-4 con il Lecce al 2-1 sul Catanzaro. Un avvio di stagione ben diverso per le ‘Fere’ rispetto alla scorsa stagione, quando i rossoverdi furono sconfitti a sorpresa dai salentini. Archiviata la pratica Catanzaro con qualche sofferenza appena nei minuti conclusivi, l’undici di Tesser è atteso dalla trasferta di Udine al cospetto dei bianconeri di Stramaccioni. Al di là del risultato, la speranza di tutti è quella di vedere Mirco Antenucci in campo al ‘Friuli’. L’incubo cessione desta non poche preoccupazioni.

Ritmo e dialoghi Tesser dà fiducia a Valjent e Avenatti rispetto all’undici provato nella ‘rifinitura’ e i fatti gli danno ragione. Notevole in particolar modo la performance dell’uruguaiano: pressing, scambi nel breve con Antenucci e Piredda e ‘presenza’ offensiva costante ed efficace. Dopo una prima annata tutt’altro che soddisfacente sotto l’aspetto realizzativo, il centravanti classe ’93 ha l’opportunità quest’anno di poter mostrare il suo effettivo valore. La tecnica c’è sempre stata, ora pare esserci anche la testa.

Eramo e Piredda Positivo il debutto dei due centrocampisti giunti in rossoverde nell’ultima settimana. Primo quarto d’ora che ha visto il giovane sardo tentare la conclusione in due circostanze: i movimenti da trequartista risultano incisivi e la sua abilità nel dribbling sul breve consente ai rossoverdi di poter creare superiorità numerica in mezzo al campo. L’impressione è che Tesser voglia sviluppare il ragazzo in quel ruolo, lasciando da parte le opzioni da regista e mezzala. Bene anche Eramo in mediana, seppur apparso più in difficoltà di Piredda nell’entrare in partita. Per l’ex Sampdoria anche il gol sfiorato sul finire di primo tempo con un tiro dalla distanza.

Sofferenza finale Fiato sospeso quando Pagano, spina nel fianco dei rossoverdi, si è involato verso Brignoli al 92’. Beffa evitata grazie a un intervento in tackle di Fazio dopo la disattenzione costata il gol giallorosso tre minuti prima. Nel mezzo la comoda chance fallita da Ceravolo a pochi passi da Bindi: la marcatura manca dall’ottobre 2013 per l’attaccante, a segno appena due volte in gare ufficiali dall’inizio dello scorso anno. A Udine potrebbe essere lui ad avere una maglia da titolare.

Verve uruguaiana Sono bastati ottantadue minuti a Felipe Avenatti per eguagliare lo score della prima stagione in rossoverde. Un giocatore e un ragazzo diverso, finalmente in grado di mettere sul terreno di gioco quella cattiveria agonistica mancata nello scorso campionato: «Sono contento principalmente per la squadra – spiega l’uruguaiano –, abbiamo fatto bene in un match difficile. Quest’anno ho potuto fare l’intera preparazione qui a differenza dell’anno passato, per questo sono migliorato. Con Antenucci ci scambiamo spesso la palla, questo vuole il mister». La doppietta straniera in casacca rossoverde mancava dall’ottobre 2010, quando Jonathan Alessandro realizzò due reti al Fondi in Coppa Italia Lega Pro.

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Sicurezza sulla fascia Vitale senza condizione e mancanza di alternative costringono per ora Tesser a schierare Alessandro Bastrini sull’out sinistro, ruolo comunque ricoperto dal giocatore in diverse circostanze nelle passate annate. Prestazione positiva per l’ex Novara: «Vincere dà entusiamo, abbiamo disputato una buona gara e la cosa che più mi dispiace è aver preso gol nel finale. Loro onestamente hanno fatto poco e vincere con due reti di scarto avrebbe dato più morale».

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La nota stonata Masi e Ferronetti, si riparte dalla coppia titolare scelta da Tesser nell’ultima parte del campionato 2013/2014: «Ci hanno detto che era fuorigioco – commenta il difensore ligure in merito alla marcatura di Pagano –, forse è stata l’unica cosa negativa della serata. Tante altre cose sono state fatte bene, specie nei sessanta minuti iniziali, abbiamo rischiato poco niente. Ottima prestazione della squadra».

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Epopea biglietti Fila, lunga, e per l’intera giornata, sia ai botteghini che al ‘Ternana Store’, aperto nel pomeriggio a partire dalle 16,00. Tant’è che più di qualcuno è stato costretto giocoforza a rinunciare alla partita, vedendosi ancora bloccato all’esterno dello stadio con la partita già in corso. Una semplice, o almeno così dovrebbe essere, acquisizione di un biglietto trasformatasi in ua faticosa battaglia contro il tempo per vedere le ‘Fere’.

La lettera Tramite un noto ‘social network’ un tifoso ha voluto esprimere la propria delusione verso la situazione venutasi a creare, scrivendo una lettera al presidente Francesco Zadotti: «Ancora non riesco a smaltire l’enorme arrabbiatura ed il profondo senso di tristezza che ho provato nell’assistere a Ternana-Catanzaro – commenta il supporter rossoverde -, mi riferisco a tutto quello che è successo ai botteghini, indegno e disgustoso corollario di un incontro di calcio del 2014!».

L’accusa «Sono giunto ai botteghini, insieme a mio figlio di 10 anni, poco prima delle 19,00 e mi sono stupito di vedere un gran numero di persone in fila agli stessi. Grossomodo lo stesso numero di persone che avevo visto alle 11,00 e che mi aveva indotto a rinunciare. Mi bastano pochi minuti – prosegue la lettera – per rendermi conto che quella folla non è dovuta alla massiccia presenza di tifosi, ma alla disorganizzazione che regna sovrana: la fila non avanzava, non c’erano indicazioni su dove e come posizionarsi, in più continuava ad arrivare gente che si accalcava senza ordine logico».

La rabbia Il caos aumenta e alle «20,45 la situazione rischia di degenerare: sembra di essere su uno di quei carri bestiame addetti al trasporto di animali da macello. Le ragazze della biglietteria minacciano di chiudere ed andarsene nella completa assenza di steward, addetti alla società o forze dell’ordine. Ad un certo punto si diffonde la notizia che i cancelli siano stati aperti per tutti, così, tra nuove spinte, corse, esasperazioni e notizie smentite, ci si è spostati tutti verso i prefiltraggi, ricreando ancora una situazione di pericolo.  In verità ottimamente gestita da un ufficiale dei carabinieri che ha permesso, in pochi minuti, a tutti di entrare – con o senza biglietto -, due ore da incubo», spiega il tifoso.

Le domande Infine diverse questioni rivolte al presidente Zadotti: «Le chiedo se lei fosse al corrente dell’accaduto; se ritiene giusto che si verifichino situazioni del genere; se crede possibile che la società che rappresenta abbia costretto qualche centinaia di persone a fare oltre due ore di fila in maniera indegna di un paese civile; vorrei inoltre sapere se è consapevole che tutto ciò non può che allontanare i ternani dalla propria squadra, aumentando in maniera esponenziale quella distanza tra tifoseria e squadra che evidentemente non si vuole ridurre. Mi chiedo, inoltre, cosa potrebbe succedere in occasione di gare di campionato indiscutibilmente di maggior richiamo? A meno che non si voglia arrivare deliberatamente giungere a ‘quella gara’ – il riferimento è al derby di aprile – con pochissimi, intrepidi, inguaribili tifosi presenti….».

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