di Enzo Beretta
«Come mi piacerebbe festeggiare l’ottantesimo compleanno di mio papà Luciano? Trascorrendo una bella giornata insieme a lui e a tutti i parenti in ricordo dei vecchi tempi». Invece soltanto attraverso una videochiamata con Whatsapp il secondogenito Riccardo Gaucci potrà dire «tanti auguri» al suo vecchio che dall’altra parte del mondo, a Santo Domingo, spegnerà le candeline insieme alla nuova moglie e ai suoi due figli. «Mio papà è malato – dice il presidente del Floriana a Umbria24 –. Non è più troppo semplice comunicare con lui nonostante la nostra sia stata una storia vissuta in tutti i sensi, bellissimi e purtroppo meno belli».
Riccardo, è riuscito a perdonare gli errori di suo padre?
«Sono passati tanti anni da quelle vicende giudiziarie. Certo, essermi ritrovato in un tritacarne non può avermi fatto piacere. Ancora gli rimprovero di non aver mai voluto fare un passo indietro contro il potere: se anziché fare la guerra avesse abbassato la testa dinanzi a coloro che all’epoca comandavano l’Italia il Perugia sarebbe ancora in mano nostra e in Serie A. Le vicende giudiziarie sono nate così, Luciano non è voluto indietreggiare e la volontà politica di salvarci non è stata sufficiente. Non credete agli atti giudiziari, tutti sappiamo come cambia la giustizia dal giorno alla notte».
Qual è il più grande pregio di suo papà?
«E’ sempre stato un vincente e non si è mai fermato davanti a niente e a nessuno. Avrebbe voluto vincere anche contro il Brasile e la mentalità di non mollare mai, neanche davanti all’avversario più temibile, ce l’ha trasmessa».
E il peggior difetto?
«L’istinto, stavolta nel male, perché se avesse ragionato e agito con calma e tranquillità certamente si sarebbero potute risolvere tante cose. Garantisco, si sarebbe rimesso a posto tutto, dalla rateizzazione delle tasse alla questione Nakata e con la banca. Si poteva risolvere tutto. Lui, invece, si è messo a fare la guerra. E l’ha persa».
Crede sia stato consigliato male?
«Luciano è stato un grande papà, fino a 28 anni mi ha fatto vivere come pochi altri, il nostro era un rapporto strepitoso e ci confrontavamo su tutto, ci sentivamo cinquemila volte al giorno e si schierava sempre dalla parte mia e di Alessandro per aiutarci. Poi nella sua vita sono entrate persone e situazioni nuove che lo hanno cambiato».
Che ruolo hanno giocato le donne nella sua vita?
«Le donne… errori ce ne sono stati, quando è entrata nella sua vita Elisabetta Tulliani è cambiato molto, per non dire tutto, nessuno ha fatto male quanto lei. E’ stato quello il periodo più difficile. Non era proprio un rapporto sincero. Però il passato è passato, ora mi va di dirgli solamente ‘tanti auguri, papà‘».
