di Marta Rosati

Laddove il confronto politico-istituzionale è evidentemente mancato, saranno i i giudici del Tar a stabilire chi ha ragione tra Comune di Terni e Regione Umbria sul progetto stadio-clinica che sta tenendo banco in questi giorni dopo il ricorso presentato da Palazzo Donini tramite l’Avvocatura dell’ente.

Regione vs Comune di Terni La controversia è tutta costruita contro la determina firmata lo scorso luglio dal dirigente di Palazzo Spada, Responsabile unico del procedimento, Piero Giorgini, che avrebbe, secondo la Regione, interpretato erroneamente le conclusioni della Conferenza dei servizi, ritenendo superati gli elementi ostativi alla realizzazione della clinica. A tal proposito vale la pena forse riportare un precedente pronunciamento del Tar, a suo tempo richiesto dalla Ternana calcio Unicusano. Era il 2022; nel merito della richiesta di stop alla proroga degli accreditamenti istituzionali in sanità e dei requisiti necessari deliberati dall’allora giunta Tesei, il Tribunale dichiarò il ricorso inammissibile per assenza di interesse giuridico della ricorrente (la Ternana) perché non aveva alcuna casa di cura già costruita da vantare.

Stadio-clinica al Tar Tuttavia sulla parte relativa alla Conferenza dei servizi decisoria sul progetto stadio-clinica, nella sentenza dello scorso febbraio, pubblicata ad aprile, si legge: “La Regione Umbria, costituitasi in giudizio, ha depositato documenti, tra i quali la determinazione dirigenziale della Direzione regionale governo del territorio, ambiente, protezione civile n. 11253 del 4 novembre 2022, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione, Serie generale, n. 60 del 16 novembre 2022, Supplemento ordinario n. 2, recante l’approvazione, con prescrizioni, del progetto definitivo denominato “Valorizzazione, gestione, in condizioni di equilibrio economico – finanziario, dello Stadio “Libero Liberati” di Terni”. Nel predetto provvedimento si dà atto che “(…) in considerazione che la Clinica/Casa di cura non ha avuto assenso alla sua realizzazione, rimane comunque aperta la problematica dell’equilibrio economico/finanziario del progetto, così come esplicitata nel Pef e nella Bozza di Convenzione in merito, alla quale spetta al promotore l’onere di verificare la permanenza delle condizioni di equilibrio economico – finanziario, ferma restando la permanenza dell’interesse pubblico della proposta”.

Comune di Terni Oggi la Regione impugna la determina di luglio 2025 “Presa d’atto del sopraggiunto superamento delle condizioni/prescrizioni contenute nei pareri, concerti, nulla osta o altri atti di assenso o dissenso, comunque denominati, di cui alla determinazione direttoriale n. 11253 del 04.11.2022 (P.G. Comune di Terni 175344 del 07.11.2022) della Regione Umbria, di motivata conclusione positiva con prescrizioni e condizioni della conferenza di servizi decisoria del progetto definitivo per la valorizzazione, gestione, in condizioni di equilibrio economico finanziario, dello Stadio Libero Liberati di Terni”, ritenendo che il Rup Giorgini sia pervenuto a «conclusioni del tutto errate, prive di alcun fondamento giuridico, ritenendo superato il dissenso della Direzione Salute e Welfare al progetto di realizzazione della Clinica/Casa di Cura e il diniego che ne è conseguito». L’avvocatura della Regione argomenta che la Conferenza dei servizi ha concesso «la sola autorizzazione astratta della edificabilità dello stadio ma con un nuovo piano finanziario, escludendo testualmente l’assenso alla realizzazione della Clinica/Casa di Cura e tantomeno il finanziamento dell’operazione Stadio con eventuali posti accreditati alla clinica; tale processo – aggiunge – è escluso a priori dalle norme di legge richiamate nell’istruttoria e nella determinazione conclusiva dei lavori della Conferenza dei Servizi di che trattasi». 

Liberati Messa in questi termini, la materia appare sicuramente di non semplice interpretazione. Interpellato il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, che ha subito parlato di grave errore della Regione sia nel merito che nel metodo e che attende risposta della governatrice alla sua richiesta di incontro urgente, a Umbria24 dichiara: «La Conferenza dei servizi si è conclusa positivamente con prescrizioni. Giorgini non è drogato, al massimo comunista. È Rup da sempre, io non ho cambiato nulla. Lo scorso luglio ha semplicemente firmato la presa d’atto dell’assegnazione di 80 posti letto convenzionati alla provincia di Terni e 40 autorizzati come da delibera del 2023 firmata dalla giunta Tesei. Quindi ci sono 120 posti letto a disposizione; sulla base di quelli, è stato concesso il via libera alla costruzione della struttura, previo confronto con la Ternana calcio per sondare la permanenza dell’interesse a realizzare il progetto. La Regione è in malafede, la sta buttando in caciara ma non otterrà nulla. La delibera della precedente amministrazione è ancora in vigore». 

Le 4 A Palazzo Donini, tuttavia, sulla carta, ribatte che dal Comune di Terni non è arrivata alcuna richiesta di parere di compatibilità della clinica con la programmazione sanitaria di cui è competente l’ente regionale e richiama le ‘4 a’ delle norme che disciplinano la materia. Se infatti l’equilibrio economico-finanziario del progetto è basato su accordi futuri con la Regione e l’Azienda sanitaria competente per erogare prestazioni a carico del Servizio sanitario regionale, l’iter è: autorizzazione alla costruzione di una struttura sanitaria, autorizzazione all’esercizio di attività sanitarie, accreditamento istituzionale per l’esercizio di attività sanitarie per conto del Servizio sanitario nazionale, l’accordo contrattuale. Nell’ordine. Quindi ogni atto successivo presuppone che la struttura sanitaria sia realizzata. Sul punto Bandecchi insiste che, non essendoci altre autorizzazioni a costruire, in tutta la provincia, al di fuori di quella del Comune di Terni, i posti siano già «prenotati».

Il terreno di Ternana women Non sfugge però che, per arrivare all’accordo, la Regione deve intanto confermare l’esigenza di quei posti letto (e il nuovo piano socio-sanitario è allo studio), poi verificare che siano rispettati tutti i requisiti previsti a norma di legge; e se, nel frattempo, altri manifestano interesse per la realizzazione di una clinica, e avanzano successiva richiesta di accreditamento istituzionale, la verifica sarebbe verosimilmente estesa a tutti nel rispetto del preminente interesse pubblico della salute dei cittadini. Nel caso di specie poi, altra questione contestata è la convenzione che il Comune avrebbe stipulato con il soggetto privato, Stadium Spa, per l’inizio dei lavori del progetto stadio-clinica, su terreni di proprietà della Ternana Women srl, il cui socio unico è l’Università Niccolò Cusano di cui è legale rappresentante pro tempore proprio il sindaco di Terni.

Bandecchi Sul punto, il primo cittadino spiega: «Come sempre è stato detto, sul terreno ci sono due compromessi. Uno è per la licenza della clinica quando verrà e quindi la possibilità di realizzarla. Il secondo è il compromesso della cessione del terreno; non è più di fatto di proprietà della Ternana Women perché in questo momento non ne può disporre perché c’è accordo con la società Stadium o con chi comunque deve costruire tutto il resto». L’avvocatura della Regione però va oltre e sottolinea che la convenzione tra Comune e privato è basata sul convenzionamento degli 80 posti letto, mettendo tale condizione alla base della sostenibilità del piano economico finanziario (Pef). Non andassero come da previsioni le cose, secondo Palazzo Donini si determinerebbe un grave pregiudizio e dissesto finanziario anche per il Comune, quindi per la collettività. 

Il Liberati Allo stato attuale delle cose, complice il clima di tensione che il contenzioso ha generato, si è diffuso il timore che il progetto possa essere stoppato e il futuro sportivo della Ternana messo in discussione in relazione all’idoneità statica dello stadio. Il sindaco però rassicura: «Abbiamo fatto i documenti già un anno fa, siamo in corsa per finire tutto il resto, non c’è nessun problema. Al Liberati si può giocare per i prossimi 90 anni». Parola sua, da verificare sulla carta; intanto gli assessori comunali gli esprimono sostegno nella battaglia apertasi, accusando la Regione di minare gli interessi di Terni. Cresce a questo punto l’attesa per il valzer di confronti previsto. 

 

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