di Carlo Forciniti
Vince e convince. Dopo un tour de force Mondiale. Dopo cinque partite in sei giorni. A distanza di 72 ore mal contate dal ritorno in Italia dal Brasile. La Sir Susa Scai mette da parte le fatiche fisiche e mentali imponendosi a Cisterna con un 3-0 prezioso. La vittoria è l’ennesimo segnale di maturità di un gruppo capace di mantenere sempre alta l’asticella dell’attenzione e della “cattiveria”. Anche dopo la centrifuga di impegni di Belém. Normale la soddisfazione del patron Sirci.
Mentalità giusta «In Brasile il livello è stato alto, così come il ritmo che ci ha aiutato per avere la meglio di Cisterna. Abbiamo continuato a giocare sulla falsariga del Mondiale. Siamo carichi e si è visto. C’era la voglia di chiudere rapidamente la partita». Il patron si gode un’altra prova collettiva di Perugia. In cui i singoli si sono messi a disposizione del collettivo. Anche chi ultimamente ha trovato meno spazio. «La squadra mi è piaciuta. Sia a muro che in difesa. Nonostante avesse la febbre, Giannelli ha giocato benissimo. Faccio un plauso anche a Russo, Crosato, Gaggini e Ishikawa che hanno risposto presente. Russo ha classe, il suo recupero è una bella notizia pur se va ancora gestito».
Sfida da vincere Importante sarà in questi giorni gestire al meglio l’avvicinamento alla sfida in gara secca di martedì 30 dicembre. Quando la Sir ospiterà la Lube nei quarti di finale di Coppa Italia. «Ci aspetta una grande partita. Con Civitanova sarà una battaglia come al solito – avverte il presidente Sirci -. In semifinale vogliamo andarci noi. Dobbiamo difendere il nostro palazzetto».
