La gioia di Federico Crosato (al centro) dopo la vittoria in Supercoppa. Foto: Michele Benda per LegaVolley

di Carlo Forciniti

Una bella storia nella storia. Una favola, per certi versi. È quella che a Trieste ha scritto Federico Crosato. L’eroe che non ti aspetti. L’eroe per un giorno. L’underog che si prende la scena. 

Il ruolo del centrale Nella settima Supercoppa vinta dalla Sir Susa Scai, un ruolo importante lo ha giocato anche il centrale trevigiano. Che per buona parte della stagione non è stato così… centrale nella rosa di Perugia. Questione di concorrenza.  Complice anche qualche problema fisico avuto da Roberto Russo, Lorenzetti ha affiancato spesso Sebastian Solé a Augustin Loser. E quando è rientrato il siciliano, sembrava che la lotta per due posti sotto rete si sarebbe limitata anche se non soprattutto ai due argentini e a Russo.

Opportunità Nell’ultimo periodo, qualche acciacco occorso a Solé unito in particolare all’infortunio patito da Loser che fino al ko di Praga stava disputando un’annata di primissimo livello, ha consentito a Crosato di calcare i taraflex italiani ed europei con maggiore continuità. E di prendere sempre più confidenza con le esigenze di una squadra tarata per vincere. Per provare a farlo in ogni set.

In crescita Al crepuscolo del campionato, nei successi che la Sir Susa Scai ha ottenuto su Piacenza prima e Verona poi, l’ex Sonepar Padova ha flirtato con la doppia cifra. Otto i punti messi a referto contro i lombardi, 7 quelli realizzati al cospetto della Rana.

Exploit Insomma, il classe 2002 appariva in chiara crescita. Confermata in finale di Supercoppa, interpretata da insospettabile veterano. Giannelli lo ha coinvolto in attacco tredici volte, sei in più rispetto a Russo. Un segnale di come il fuoriclasse bolzanino Mvp della kermesse triestina, sentisse che Crosato potesse rappresentare un’arma in più. Così è stato, come testimoniano gli 11 punti messi a referto (la miglior prestazione stagionale personale), conditi da due muri ed il 69% in attacco. Solo il già citato Russo ha avuto una percentuale migliore (71%) ma, come detto, con sei attacchi in meno. 

Gioia Inevitabile a Supercoppa vinta la gioia del numero 22 bianconero: «Non poteva finire meglio di così. Sono contento di aver dato il mio contributo, la due giorni di Trieste si è chiusa in maniera perfetta. Sì, sono felicissimo. Cerco di sfruttare tutto lo spazio possibile per dimostrare quello che so fare».

Futuro in bianconero Missione compiuta. Non a caso a fine partita il presidente Sirci ha puntualizzato che «Crosato ha fatto una grande partita. Sono contento per lui, è un giocatore che crede molto in questo club. Resterà con noi».

Per provare a scrivere ancora una bella storia nella storia. Pur se non più da eroe per un giorno. Federico Crosato è diventato “grande”.