di Carlo Forciniti
Un altro successo. Un altro capitolo di lusso nella storia del club. Un’altra vittoria che dà lustro ad una regione intera. E non soltanto. La Sir Safety Perugia si conferma orgoglio dell’Umbria. Un’eccellenza sportiva capace di andare ben oltre i confini nazionali per imporsi ovunque. Come testimonia il terzo Mondiale per club appena conquistato (in versione Sicoma Monini) in terra brasiliana.
Vittorie a grappoli Un’ulteriore pagina da ricordare per la società presieduta dal patron Sirci che con la sua visione ed il suo entusiasmo ha saputo coinvolgere imprenditori ed aziende di primo livello che hanno contribuito alla crescita di una squadra che dall’annata 2017-2018 vince almeno un trofeo a stagione. Sì, almeno un trofeo a stagione. Non c’è refuso. Merito ovviamente anche di chi giorno dopo giorno costruisce le fortune in palestra, sul taraflex e nella stanza dei bottoni: la dirigenza, lo staff tecnico e medico, il gruppo squadra.

Sedici trofei Perugia ha sollevato al cielo almeno una coppa dal 2017, si diceva in precedenza. Tutto è iniziato con la Supercoppa italiana vinta nell’ottobre di quell’anno a Civitanova. Il prologo ad un triplete da urlo. Da quel momento è saltato il tappo. La Sir non si è più fermata. In ordine sparso, la bacheca del club si è arricchita di due scudetti, 4 coppe Italia, sei Supercoppe, una Champions League e tre Mondiali per club in altrettante partecipazioni. L’affermazione di Belém ha aggiornato il conto a quota sedici coppe conquistate in otto stagioni più quella appena iniziata. Una media mal contata di due ad annata. Un lusso. Ma dalle parti del PalaBarton Energy non c’è traccia di pancia piena. Perché la vittoria più bella è quella che deve ancora arrivare…
