Tu chiamale se vuoi, emozioni. Sono quelle che ha provato Ferruccio Nucci, amministratore delegato di Susa Spa, uno dei name sponsor della Sir Perugia nelle competizioni italiane, nell’ “ospitare” nella sede dell’azienda le quattro coppe vinte dai Block Devils nell’annata di grazia 2025-2026: scudetto, Mondiale per club, Champions League e Supercoppa. Un poker – il secondo dell’era Sir – destinato a segnare un’epoca e a travalicare il movimento pallavolistico.
Orgoglio Sostegno, passioni ed emozioni direttamente proporzionali ai chilometri spesi da Nucci per sostenere da vicino la squadra in compagnia del presidente Sirci ma non solo. «Vedere tutte e quattro le coppe una vicina all’altra mi ha fatto un effetto bellissimo. È un qualcosa di incredibile – dichiara a Umbria24 -. Ho provato sensazioni di puro orgoglio anche perché sono il risultato di quanto compiuto in una stagione pazzesca in cui abbiamo vinto 47 partite su 50».

Connubio vincente L’ultima fotografia di un ciclo vincente. Come vincente è quello tra Sir e Susa, e che parte da lontano. «A livello personale sono sempre stato appassionato di pallavolo, sport che ho praticato a lungo a livello dilettantistico. Nel 2009-2010 in Serie B1 eravamo già tra gli sponsor ‘minori’, e da quattro anni siamo uno dei name sponsor. Siamo molto attaccati a questo progetto. Da name abbiamo raccolto 12 trofei: due il primo anno, quattro il secondo, due il terzo e altri quattro quest’anno».
Vicinanza Festeggiati, i trofei, sempre da un punto privilegiato, prossimo, vicino, perché Ferruccio Nucci è solito seguire costantemente la squadra anche in trasferta insieme alla moglie e in compagnia del presidente Sirci e di sua moglie, Monia. «Ovviamente sono spinto dalla passione che nutro per la squadra. Ma a spingermi ad andare a sostenere la Sir lontano da casa è anche il divertimento. Ogni tanto c’è il tempo per fare qualche gita. Mi piace vedere le partite dal lato corto del campo per apprezzare ancora di più le gesta dei giocatori, i dettagli di uno scambio. Spesso e volentieri partiamo e torniamo in giornata, ad orari complicati come le 3, le 4 di mattina ma la fatica viene messa in secondo piano».
Momenti indelebili A maggior ragione quando si vince. E Perugia tende a vincere spesso. Nel cassetto personale dei ricordi di Nucci c’è più di un momento indelebile: «Lo scudetto vinto nel 2024 a Monza e quindi fuori casa ha il suo perché. Ma come non citare anche quello sollevato al cielo in finale contro la Lube: sono trionfi speciali perché il campionato italiano ha un fascino particolare. Come lo è stato quello a Belém, in Brasile, dove abbiamo vissuto momenti bellissimi non solo dal punto di vista sportivo, o la Champions League appena vinta a Torino e quella di Lodz. Ricordo che in Polonia alle 2-3 di notte abbiamo mangiato una pizza al taglio in pieno centro e che dato l’orario era vuoto. Sono ricordi che restano».
Prospettive Resta intatto in Nucci, inoltre, l’ottimismo per la Sir che verrà. «Perugia è alla fine di ciclo. Quanto accaduto nella stagione appena terminata ha rappresentato la consacrazione di quanto seminato da questo gruppo eccezionale negli ultimi anni. Del lavoro svolto, dell’equilibrio che si è trovato al punto da essere diventati una macchina perfetta. L’augurio è che la Sir che il prossimo anno cambierà tanto, possa continuare sulla scia di quanto fatto in questi anni. La base per fare bene c’è. Proseguiamo nella direzione intrapresa e come ha detto il presidente Sirci… ricominciamo».
