Lorenzetti durante un timeout contro Verona. Foto: Michele Benda

di Carlo Forciniti

Nessun dramma. Ma tanta voglia di trarre tesoro da cosa avrebbe potuto e dovuto funzionare e non ha funzionato. A Verona-Perugia ormai storia, il coach dei Block Devils, Angelo Lorenzetti, non si nasconde. Non lo fa per deformazione professionale  e indole. Non lo fa di fronte alle vittorie in apparenza più nette. Senza macchia. Figurarsi dopo le sconfitte più chiare. Trasparenti. Che dalle parti del PalaBarton Energy sono comunque cosa rara. Per una volta e da capo branco qual è, il coach bianconero mette l’ io davanti al noi. Parla prima di tutto di se stesso. Cosa che non avviene mai quando Perugia vince. Una guida si dimostra tale anche e soprattutto nei momenti più delicati. L’allenatore fanese si prende le responsabilità per il ko maturato in semifinale. «Contro Verona dobbiamo funzionare in un determinato modo, così non è stato e la colpa è mia – puntualizza Lorenzetti -. Non è arrivato chiaro il messaggio di come dobbiamo funzionare. E’ una lezione che dobbiamo imparare. Prima di tutto devo impararla io per poi trasmetterla ai ragazzi». Parole chiare, dirette. Da leader di un gruppo che ha tutto per riprendere la marcia. Con Verona, però, è rimasto inchiodato ai blocchi di partenza. «La partita non è tanto difficile da capire. Stare con il dito contro non è nel mio stile, dobbiamo capire tutti insieme come le cose che sappiamo fare possono funzionare anche contro questa squadra. Ci è mancato tanto, in certi frangenti e situazioni bisogna avere un certo stile di gioco. Contro l’attacco di Verona non si possono avere mille occasioni, già nel primo set non abbiamo fatto bene delle cose che ci potevano tenere di più in partita».
Ripartire con fiducia Chiari e diretti anche Kamil Semeniuk e Sebastian Solé. «Sapevamo che Verona era una squadra di altissimo livello. Ha giocato bene. In alcuni momenti avremmo potuto fare meglio per provare a vincere un set e cambiare la partita. Siamo tristi anche per i nostri tifosi che ci hanno seguito in massa. La Coppa Italia era un obiettivo, volevamo vincere tutto ma è molto difficile. La stagione è ancora molto lunga, ci sono diversi trofei in palio» – argomenta lo schiacciatore polacco. «Verona ha vinto perché è stata più brava di noi, ha giocato meglio. – aggiunge il centrale -. In tutti e tre i set ci sono stati dei momenti chiave che avremmo potuto sfruttare. E’ accaduto nche nel primo set in cui siamo partiti male. Tutte le sconfitte fanno male, è normale. È arrivata adesso, non c’è da stravolgere tutto. Stiamo facendo un buon lavoro»