di Carlo Forciniti
Un poker per ripartire. Ma una mano, per quanto produttiva, non basta per sentirsi tranquilli. La partita è ancora tutta da giocare. E sarà lunga 18 giornate. Quelle che mancano al termine del campionato. Reduce dal 4-0 rifilato al Forlì, il Perugia entra nella pausa natalizia rinvigorito nell’anima e nell’autostima. Ma la spia resta accesa. La classifica era ed è deficitaria. Nel prossimo futuro e per restare in tema poker, servirà calare delle carte vincenti. Dei jolly utili per vincere con maggiore continuità rispetto a quanto fatto nel girone d’andata. E quei jolly possono arrivare anche (ma non solo) dal mercato.
Il piano La strada è tracciata. E non certo da oggi. Il direttore tecnico Riccardo Gaucci in sinergia con la dirigenza e la proprietà è al lavoro da tempo per individuare i giocatori idonei alle necessità di Tedesco. Necessario dotare l’allenatore di un attaccante. Si cerca un giocatore strutturato, che sappia giocare di sponda e far salire la squadra. Un centravanti vecchia scuola – nel senso più positivo del termine – che possa anche affiancare Montevago. Le mosse in entrata riguarderanno anche la trequarti, zona di campo tutt’altro che secondaria nello scacchiere tattico biancorosso dato che il Grifo si schiera con uno e a volte anche due rifinitori. Da non escludere in toto innesti in mezzo al campo, reparto che da qui al prossimo futuro non dovrebbe più comprendere Giovanni Giunti. Con il Padova c’è una trattativa avviata da giorni. Ma sul classe 2005 ci sarebbero sondaggi di diversi club tra cui l’Avellino. Dietro si punta ad un terzino destro.
Le uscite Se il mercato in entrata sarà strategico per permettere al Perugia di cambiare passo, altrettanto importanti saranno le operazioni in uscita. In partenza al momento ci sarebbero quei grifoni che ultimamente e non solo hanno trovato meno spazio: Yabre, Ogunseye, Broh, Kanoute. Poi e come sempre, il mercato farà il suo corso. Perché le opportunità non mancheranno. E andranno colte.
