Finalmente si parte: al via la stagione per la Nuova Ternana 1925, che riparte dal ‘Migaghelli’ di Santa Maria degli Angeli per la prima partita del nuovo corso rossoverde. Le Fere sono attesi dal turno preliminare di Coppa Italia di categoria prima del campionato, al via il 6 di settembre a Prato. Alla vigilia del ‘derby’, a parlare in conferenza c’è mister Lisuzzo accompagnato dal ds Carlo Mammarella. E dunque, che Ternana dovremo attenderci all’esordio? A dirlo è lo stesso Lisuzzo, che non si nasconde: «Sarà una Ternana del 23 agosto con 20 giorni di lavoro, poco riposo e con gente arrivata prima e dopo. C’è stata anche gestione dei carichi di lavoro. Sarà una Ternana non completa, con defezioni e che non ha 90 minuti. Il campo sarà in erba ed è una novità per noi. Ci sono tante incognite ma non mancherà carattere, senso di appartenenza, volontà e voglia di ottenere il risultato. Non posso garantire il risultato ma che daremo il massimo. Vogliamo iniziare la stagione con il piede giusto e ripagare l’ondata di entusiasmo che percepisco e che mi fa piacere».
Lavoro e pressione Il ritardo accumulato inizialmente non deve quindi essere un alibi: «Non mi interessa che gli altri siano partiti prima, noi giocheremo con tigna e abbiamo lavorato per essere pronti. Probabilmente non saremo pronti ma non ci interessa, se dovremo dare qualcosa in più lo faremo. Non mi piace mettere le mani avanti. Ho fiducia nella mia gestione e nei ragazzi e andremo a muso duro contro tutti: se saranno più bravi gli faremo i complimenti». Così come non dovrà esserlo la pressione che aleggia sui rossoverdi: «Ho giocato in piazze importanti e Terni è una piazza importante che ha tutti i crismi di una possibile società che può avere un futuro da oggi in poi e crearselo. Io sono una pedina ma non ho problemi a gestire la pressione. La mia preoccupazione più grande è la pressione sui giocatori. Se diciamo sempre che dobbiamo vincere poi non si vince. Per i giocatori deve contare quello che dico io e non quello che leggono, così lavoriamo in allenamento».
Gerarchie e futuro Decisione, quella di mister Lisuzzo, nelle parole ma soprattutto nelle scelte: «Le gerarchie ci sono: alcuni giocatori martedì sono già titolari. Non siamo tutti uguali, già dal martedì ci sono 4/5 o più titolari e lo so solo io. Quei titolari, giovani o vecchi, rimangono. Cosa può modificare le gerarchie è l’obbligo di far giocare i giovani. Questo ci dà un’indicazione. Al momento pensiamo di avere tutti e 3 i giovani in campo in quelli di movimento. Questo non vuol dire che tra una settimana le gerarchie non cambiano, nel tempo le cose possono cambiare». Sugli obiettivi che il gruppo potrà raggiungere, infine: «Impossibile prevedere il futuro. È tutto un’incognita, soprattutto vedendo le ceneri da cui si viene. C’è però la voglia di essere protagonisti e di superare gli avversari ogni domenica. Tanto dipende anche dagli ambienti di lavoro e apprendimento e il lavoro che stiamo facendo è qualcosa di molto bello. È bello far parte di questo progetto ma non possiamo dire cosa faremo e dove arriveremo. Ci sono squadre costruite per essere in questo momento un gradino o due davanti alla Ternana, ma noi questo gradino vorremmo raggiungerlo col lavoro. C’è voglia di diventare grandi ma per diventare grandi bisogna crescere».
Parla il ds Spazio anche al ds Carlo Mammarella, che si concentra sugli aspetti di mercato: «Sul mercato faremo ancora qualcosa ma non abbiamo fretta perché volevamo aspettare per dare giudizi sui giovani e magari cogliere occasioni. La settimana prossima vogliamo tirare una linea definitiva. Sono contento dei ragazzi che ho voluto e che hanno voluto la Ternana a tutti i costi. Le valutazioni ci sono sempre poi e saremo attenti a tutte le situazioni». Poi, un passaggio sulla ricostruzione e rinascita rossoverde: «Il percorso è stato difficile perché siamo ripartiti da 0 e da pochissimi uomini. La Ternana resta la Ternana e pensare che in così pochi siamo tornati a far rotolare il pallone, avere un allenatore e una squadra mi rende orgoglioso. Non sono sorpreso della reazione della città perché ci vivo e ho percepito la voglia delle persone di avere un appiglio da cui ripartire e quell’appiglio siamo noi. Non regge però solo la storia della Ternana in questa categoria. Guardiamo partita per partita. Ho scelto Lisuzzo per una componente tecnica ma soprattutto per la determinazione e la voglia, qualcuno che volesse combattere. Oggi dopo 20 giorni di lavoro sono orgoglioso della scelta fatta: è un valore aggiunto di questa rinascita. Il risultato sportivo non deve essere superiore alla struttura della Ternana che dovrà nascere dopo quello che è successo». Ma il lavoro non può di certo considerarsi concluso: «Oggi stiamo costruendo ma non mi faccio ingannare perché le cose si costruiscono in tempo, mesi o forse anni. Poi c’è sicuramente la fiducia di poter fare qualcosa di importante. Se manteniamo questa umiltà possiamo fare qualcosa di importante».
