Monsignor Gualtiero Bassetti

Partirà sabato l’ottava edizione di «StarCup», torneo di calcio a cinque promosso dalla Pastorale giovanile dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve che coinvolge 69 squadre (41 maschili e 28 femminili) per complessivi 590 giocatori, seguito ogni anno da oltre 2.500 giovani e meno giovani tra tifosi ed amici provenienti da parrocchie, oratori, associazioni e movimenti. E’ un evento diocesano che impegna numerosi volontari tra organizzatori, allenatori e arbitri, «al quale non mancheranno – informa l’ufficio stampa della diocesi – coinvolgenti esperienze di cammini di fede e incontri di riflessione e testimonianza. Il calcio di inizio sarà dato dall’arcivescovo di Perugia, monignor Gualtiero Bassetti, alle 15 presso il «Green Club» (Perugia), e proseguirà nel giorni 28 e 30 aprile e primo maggio. La giornata inaugurale sarà trasmessa in diretta da «Umbria Radio» a partire dalle ore 14.15.

Fede e sport Alcuni ospiti speciali, noti al mondo giovanile, racconteranno le loro esperienze di vita ispirandosi allo slogan di questa ottava edizione («Ascolta la tua fede») scelto non a caso nell’Anno della fede. Ci saranno Chiara Amirante, fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti impegnata a sostenere chi vive situazioni di grave disagio sociale e Gianna Jessen, la giovane americana sopravvissuta all’aborto salino, che giungerà in Italia per la «StarCup» perugina. Tra le catechesi in programma, quelle di don Aldo Buonaiuto della Comunità Papa Giovanni XXIII, sacerdote impegnato nella difesa dalla vita di tante ragazze schiave, e di suor Roberta Vinerba, francescana diocesana, catechista e autrice di diversi libri di successo dedicati al rapporto fede-giovani.

Il progetto Il progetto della «StarCup2013» (consultabile sul sito www.starcup.net) mette in risalto «il primo torneo che si gioca dentro e fuori dal campo rivolto in particolare – spiegano in una nota gli organizzatori -, ai gruppi di adolescenti che in parrocchia, negli oratori, in tutte le associazioni e i movimenti ecclesiali, portano avanti un cammino di fede. Resta, tuttavia, una prerogativa fondamentale l’apertura verso il “mondo esterno”, quello popolato da una moltitudine di ragazzi e ragazze che non frequentano gli ambienti parrocchiali, o che se ne stanno allontanando. Il progetto punta su un approccio dalla forte impronta oratoriale: affiancare un percorso ludico-sportivo, già ricco di spunti educativi e di grande utilità sociale (in ordine alla prevenzione), ad un percorso catechetico di tipo esperienziale».