Il presidente Gino Sirci con coach Lorenzo Bernardi (foto Fabrizio Troccoli)

di Daniele Sborzacchi

«Presidente, forse lei non si ricorda… Quando venni a Bastia per giocare con la mia Cles, vidi un uomo vestito in tuta bianca molto appariscente che suonava le trombe da capo ultrà… Mi avvicinai ad un dirigente chiedendo: ma chi è quello lì? La risposta fu: quello è il presidente…». Basta questo aneddoto di Lorenzo Bernardi per spiegare in poche parole chi è Gino Sirci. Un imprenditore illuminato, abilissimo nel tirare su (dal 1979) e consolidare a livello planetario la sua azienda Sir Safety Sistem (abbigliamento per sicurezza sul lavoro) e poi un presidente Appassionato. Sì, con la A maiuscola… Ha dato sfogo al suo amore per la pallavolo facendo vedere la luce nel 2001 alla Sir Volley Bastia, e già da allora si contraddistinse per i suoi modi stravaganti, elettrizzanti e senza dubbio coinvolgenti.

La storia Anni in serie C regionale, poi il salto in serie B con il PalaGiontella teatro del famigerato ‘Block Devils Show’, come amava definire le esibizioni casalinghe dei suoi ragazzi. Frastuono assordante, un buon seguito di pubblico sia tra le mura amiche che fuori con lui stesso sempre protagonista nell’incitamento. E soprattutto, nell’affibbiare nicknames ai giocatori. Nel catino ribollente di Bastia Umbra, la Sir ha costruito la sua storia e dopo vari tentativi sfumati nel 2010 è arrivato il passaggio in A2, con spostamento a Perugia. Una stagione tribolata con salvezza ai playout e quella successiva che sancisce, sul campo di Corigliano Calabro, la storica promozione in A1 con il coach serbo Boban Kovac in panchina ed il capitano Goran Vujevic in campo. Via alla clamorosa escalation, a suon di investimenti corposi ma mirati. Subito playoff al primo anno di A1, e dodici mesi dopo con la squadra rinforzata dall’arrivo dell’asso serbo Atanasijevic conquista addirittura Finale Scudetto persa con Macerata (nella quale giocavano Zaytsev e Podrascanin) e la Finale di Coppa Italia persa con Piacenza (di De Cecco). Il resto è attualità, altra Finale Scudetto persa con Modena e poi, dopo la Final Four di Champions organizzata dalla società con tanto di secondo posto a Roma, il meritato trionfo col triplete. Supercoppa, Coppa Italia, Scudetto. Campioni come De Cecco, Russell, Podrascanin e Colaci nel tempo diventano assi che tutti invidiano a Perugia.

Il personaggio Ma al di là dell’aspetto agonistico, Sirci si è distinto sempre per la grandissima capacità, col suo entusiasmo prorompente, di coinvolgere nel suo progetto sportivo l’imprenditoria umbra, aspetto fondamentale per poter rendere più solida la società. Sui gradoni del PalaEvangelisti manager, direttori di azienda, industriali di spicco sono diventati tifosi assidui e a dir poco calorosi. Sempre impeccabile in giacca e cravatta nelle vesti imprenditoriali, casual e straordinariamente folcloristico al palazzetto da presidente. Memorabile una trasferta a Trento quando venne inquadrato dalle telecamere con maglietta di Superman addosso, indimenticabili le sue camicie hawaiane o dalle più spiccate fantasie. Come celeberrimi nel corso degli anni sono diventati i suoi video di consegna del riconoscimento ‘Man of the match’, con i giocatori a dir poco divertiti denudati e premiati nello spogliatoio dal patron. E poi gli slogan con il famigerato RCD (Regniamo Con Diritto), i videomessaggi stile ‘Zio Sam’, le esultanze incontrollate. Solo lui, un uomo lungimirante ed appassionato, poteva riportare un entusiasmo prorompente a Perugia ed in tutta l’Umbria: giù il cappello davanti a mister Sirci.

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