Poteva prendersi la prima vittoria in terra italiana, dove è arrivata appena dieci giorni fa, ma Ruth Chebitok l’atleta kenyana dell’Athletic Terni non l’ha fatto, preferendo di gran lunga correre sul posto a 5 metri dal traguardo e incitare la ruandase, Claudette Mukasakindi dell’Atletica 2005, che l’aveva rimontata con tanta fatica salvo poi crollare a terra in preda ai crampi.
Il gesto dell’atleta Ruth Chebitok Un gesto di fair play straordinario che si è consumato domenica scorsa di fronte all’incredulità del pubblico toscano, appollaiato vicino al fotofinish della ‘Maratonina della città di Pistoia’, tagliato per prima dalla ruandese che, nonostante i forti dolori muscolari, ha trovato anche grazie alla Chebitok la forza per trascinarsi oltre il traguardo. Così Terni si gode la lezione offerta, mettendo all’angolo agonismo e competizione, dalla ruandese che, ironia della sorte, è avvenuta quasi in contemporanea con un altro accadimento sportivo che col fair play e i valori dello sport non c’entrano alcunché, l’invasione di capo del padre di un giovane calciatore che ha minacciato il mister del figlio semplicemente perché il suo ragazzo non stava giocando.
Giacchetti pronto a premiarla, le parole di Moscatelli (Fidal) Al padre è toccato il Daspo richiesto alla Questura dalla Digos, all’atleta kenyana il rispetto del pubblico, ma anche quello dell’Umbria. Già, perché il gesto della Chebitok non è passato inosservato a palazzo Spada dove l’assessore Emilio Giacchetti è pronto a ricevere e premiare l’atleta, mentre il presidente regionale della Fidal, Carlo Moscatelli, ha applaudito con stima la tesserata: «L’atletica è una disciplina unica capace di regalare momenti di fair play come quello compiuto dalla ragazza dell’Athletic Terni che ha rinunciato al primo posto».
