di Francesca Torricelli
Un regalo, tra quelli ricevuti a Natale, per Chiara Crovari è stato particolarmente gradito: per la terza volta consecutiva, il commissario tecnico della nazionale di sciabola, Giovanni Sirovich, ha convocato l’atleta ternana per una gara di coppa del Mondo under 20.
Le sensazioni «È sempre una grande emozione – racconta Chiara Crovari – essere convocata in nazionale. Alla prima convocazione – il 16 novembre in Polonia – ero tesissima, l’emozione mi ha giocato un brutto scherzo e non sono riuscita a raggiungere il mio obiettivo personale. Ma alla seconda – il 30 novembre in Germania – ero già un pochino più tranquilla, infatti sono riuscita ad arrivare decima». Anche grazie a questo risultato «il commissario tecnico mi ha convocata per questa gara che si svolgerà in Italia, precisamente ad Udine, il prossimo 4 e 5 gennaio».
L’Accademia Grande soddisfazione, e non potrebbe essere altrimenti, anche all’accademia Drago scherma: «Chiara è, al momento, la nostra atleta più rappresentativa – spiegano – e il fatto che una under 17 come lei sia ormai stabilmente chiamata a far parte della selezionale nazionale della categoria superiore dimostra tutto il suo potenziale. Siamo molto orgogliosi di lei, soprattutto per il grande impegno e la determinazione che mostra».
Prova a squadre Gareggiare nella categoria under 20 «non è facile perché ovviamente il livello delle avversarie è più alto – mi spiega Chiara – ma è estremamente stimolante e mi permette di acquisire sempre più esperienza». A differenza delle altre volte, il commissario tecnico, oltre ad aver convocato Chiara Crovari per la gara individuale, l’ha inserita nel quartetto che rappresenterà l’Italia nella prova a squadre, dove lei dice di divertirsi molto «perché puoi contare sulle tue compagne che a loro volta hanno bisogno anche di te».
La scelta «Sono circa 6 anni che tiro di scherma ed ho scelto la sciabola perché mi è sempre piaciuta la velocità e il fatto di non dover pensare troppo sulle cose. Rispetto al fioretto e la spada, dove si deve pensare e studiare l’avversario, la sciabola è appunto più istintiva e veloce, non potevo che ritrovarmi in questa disciplina e i maestri mi hanno sempre appoggiata in questa scelta».
I sacrifici Praticare sport a questi livelli comporta molti sacrifici, soprattutto a 16 anni, l’età di Chiara. «Sì certo, ma io lo faccio con piacere, perché le soddisfazioni piano piano arrivano. Certo, nel fine settimana una ragazza ‘normale’ esce con le amiche, io invece sono in viaggio per andare a fare qualche gara. Può sembrare triste e pesante, ma per me è solo un piacere perché mi porta grandi emozioni e soddisfazioni. E poi – sorride – il tempo per gli amici si trova».
