In attesa che un arbitro estragga un cartellino verde per premiare il primo episodio di fair play, il calcio di ogni latitudine e di ogni categoria si ritrova a discutere del violento litigio del San Paolo con Sarri sul banco degli imputati. Le previsioni generali di un lungo stop per i discriminati insulti dell’allenatore del Napoli sono state smentite, visto che Sarri se l’è cavata con due turni di squalifica in Coppa Italia e una multa. Multato anche Mancini, ma allora si può arrivare a sintetizzare: tanto rumore – titoloni sui giornali, web inondato di messaggi- ore ed ore di trasmissioni televisive, per nulla o quasi. Resta il processo mediatico, ma anche quello prima o poi è destinato a sgonfiarsi dopo che la lite è finita anche sui media internazionali.
La proposta Sul linguaggio usato in campo, della tensione che alimenta insulti e minacce tra tesserati impegnati sul rettangolo verde, sulle possibili soluzioni per avvicinare il calcio ad altre discipline, dove il rispetto per l’avversario è decisamente più alto, si parlerà nella trasmissione Tef channel speciale dilettanti in programma domenica sera (inizio ore 19.30 per permettere agli sportivi di seguire la partita del Curi Perugia-Pescara) su Tef channel canale 12. Gli ospiti, oltre a commentare le partite del 19° turno dei campionati di Eccellenza e Promozione, affronteranno il tema che ha alimentato polemiche legato appunto agli insulti tra Sarri e Mancini. Del parterre della trasmissione condotta da Mario Mariano faranno parte Moreno Giacchetti allenatore del S. Sisto, Alessio Nofri, difensore dell’Angelana e il direttore di Cardiologia e Cardiologia Cardiovascolare dell’ospedale di Perugia Giuseppe Ambrosio, napoletano verace, appassionato di calcio e tifoso della squadra che guida la classifica del campionato di serie A. Un rapido sondaggio tra le società dilettantesche umbre permette di formulare una proposta sia per i campionati professionisti che dilettantistici: premiare con un cartellino verde, in segno di fair play le squadre che non insultano gli avversari, e con loro gli allenatori, il cui comportamento in panchina è troppo spesso censurabile. A chi si morde la lingua va dato un giusto riconoscimento.
