Vincenzo Italiano (foto F.Troccoli)

di Giovanni Baricca

Ha voglia di ricominciare Vincenzo Italiano, e vuole farlo da Perugia. L’ex capitano del Padova, un passato lungo quasi due lustri sui campi di serie A e serie B, da martedì si è aggregato alla squadra: lo staff tecnico ne valuterà le condizioni fisiche nei prossimi giorni e, in caso di ok, il calciatore firmerà un contratto che lo legherà ai biancorossi fino al termine della stagione. Ciò che il club di Pian di Massiano spera di trovare nel centrocampista classe 1977 è quel vice Esposito che al momento manca nell’organico di Camplone.

Squalificato fino al 18 marzo Sul capo di Italiano pende una squalifica che si esaurirà tra quattro settimane (il 18 marzo) e che lo ha tenuto fermo per circa un anno. Colpa del vortice calcioscommesse nel quale è finito dentro inizialmente mani e piedi, procurandogli una squalifica di tre anni e che poi, con la derubricazione dell’accusa da illecito sportivo – presuntamente commesso in occasione di Padova-Grosseto – a condotta antisportiva, lo ha riportato sulla terra con l’allontanamento forzoso dai campi di calcio per un periodo di ‘appena’ nove mesi. «Nicco bis» viene da pensare. Certamente lo spera Camplone, che con Italiano rinforzerebbe una rosa già di per sé competitiva e pronta a lanciare l’assalto alla B.

Tre giornate a Camplone Un Camplone «stangato» dal giudice sportivo che, dopo l’espulsione rimediata nel finale della partita con la Nocerina, gli ha inflitto ben tre giornate di squalifica. Salvo «sconti» quindi il tecnico potrà tornare a sedere sulla panchina dei grifoni solo il 24 marzo nel corso della trasferta di Catanzaro. Un provvedimento duro motivato «per comportamento reiteratamente irriguardoso nei confronti dell’arbitro durante la gara». Oltre a ciò sono il giudice ha comminato un’ammenda da 350 euro alla società biancorossa «perché propri sostenitori introducevano e accendevano nel proprio settore tre fumogeni». Stessa pena anche per la Nocerina «perché propri sostenitori in campo avverso introducevano e accendevano nel proprio settore un fumogeno, che veniva lanciato nel recinto di gioco senza conseguenze».

Il momento d’oro del Perugia e di Jan Koprivec Del momento d’oro biancorosso è tornato a parlare anche Jan Koprivec, a due giorni di distanza dall’impresa Nocerina. E dalla sua, personalissima, di impresa contro la squadra campana: «Sto facendo buone parate? Vero, in questo momento le cose girano bene un po’ per tutti, gira bene la squadra e quindi anche io». L’umiltà fatta persona. Per strappare al portiere un self compliment bisogna insistere parecchio: «La parata su Mazzeo era davvero molto difficile. Non ho visto partire il pallone. Quell’intervento mi è piaciuto proprio tanto». Un colpo di reni incredibile. Uno slancio a mano aperta che ha detto «no» alle ambizioni di vittoria dei rossoneri. I molossi facevano paura quando scendevano dalle sue parti: «Sì, ma alla fine ci hanno messo sotto soltanto un quarto d’ora, nella ripresa. Per il resto abbiamo retto bene».

Duemilatredici da record Il golden moment del Perugia, di fatto, è iniziato con il nuovo anno. I grifoni hanno incamerato 15 dei 18 punti disponibili fino a questo momento, meglio di loro ha fatto solo il Latina. Una bella inversione di tendenza rispetto al 2012: «Sono proprio i risultati ad aver cambiato tutto. Quando vinci sei più sicuro di te stesso, cerchi e trovi giocate che altrimenti non imbroccheresti. Abbiamo lavorato sodo per questo e lo spogliatoio, adesso, è decisamente più sereno di qualche tempo fa». Già, lo spogliatoio. Un pensierino al primo lo sta facendo? «Viviamo alla giornata, partita dopo partita. Così abbiamo fatto e così continueremo a fare». A forza di gol, comunque, tutto è possibile. Lo dice la matematica. Lo dicono i gol – 32 fino a questo momento, uno in meno della dinamitarda Nocerina – e le corse a perdifiato dell’estremo difensore ad abbracciare il goleador di turno, Rantier domenica scorsa. «Un’usanza nata con Ciofani, al quale sono molto legato, che poi è proseguita».