Giampiero Clemente a Livorno (Foto F.Troccoli)

di Mario Mariano

Chissà se Liedholm ripeterebbe ancora oggi che in dieci uomini si gioca meglio. Forse la teoria del grande tecnico svedese poteva reggere quando i ritmi del calcio non erano quelli attuali. Visto che la corsa e la prestanza fisica nell’era moderna contano assai più che la tecnica. Alle corte: il Perugia tiene  bene il campo ma paga pesantissimamente l’inferiorità numerica per un’ora abbondante.

Dopo un primo tempo dignitosissimo chiuso perfino in vantaggio nonostante l’inferiorità numerica, la squadra di Battistini è crollata proprio perchè non si è tenuto conto che le energie spese erano tante e che qualsiasi errore sarebbe stato pagato a caro prezzo. Perfino Cenciarelli, ‘eroe’ della prima frazione di gioco ha commesso un errore a centro campo che è stato sfruttato al meglio dal Livorno con Siligardi che pure non era apparso un fulmine di guerra.

A completare il quadro ci va messo che Dionisi ha realizzato il terzo gol in sospetta posizione di fuorigioco e comunque quando sono saltate completamente le marcature. Il Livorno ha tratto lo stesso giovamento di cui aveva usufruito il Perugia contro il Bari. Squadra generosa che è andata all’assalto per eccesso di euforia, senza tener conto dell’inferiorità numerica e del fattore campo, che alla fine qualcosa vuol pure dire, perchè i tifosi del Livorno hanno si contestato Spinelli, ma non hanno mai fatto mancare il loro incitamento alla squadra anche quando era sotto di un gol.

Ciofani

Dopo la seconda espulsione, quella di Clemente, il Livorno ha ancora di più dilagato, presentandosi ripetutamente davanti a Koprivec trafitto per la quarta volta nei minuti di recupero da Dionisi. Particolare statistico con relativa nemesi: il Perugia è rimasto in 9 così come in 9 era rimasto il Bari sconfitto al Curi. Una serata iniziata bene e che aveva lasciato ben sperare, ma finita malissimo. Una sconfitta sulla quale meditare: l’eccessiva generosità e un peccato di presunzione hanno pesato in maniera inequivocabile alla fine.

Primo tempo Emozioni in rapida successione: dopo una partenza in salita, una sorta di Stelvio pere i grifoni, in dieci per l’espulsione di Lebran al trentesimo del primo tempo, per doppia ammonizione, ecco il colpo a sorpresa: Perugia in vantaggio grazie ad un rigore trasformato al 44esimo da Clemente per un fallo su Cacioli in attacco commesso da Lambrughi che rimedia anche una ammonizione.

Livorno a tutto gas ma con poche occasioni da rete, se non quella, clamorosa, sventata da Koprivec su Siligardi lanciato a rete. Perugia in affanno ma mai domo, con Cenciarelli padrone assoluto a centrocampo e con Clemente che sa mettere in ogni pallone giocato fantasia e profondità. A questo ci si aggiunga (e non è cosa di poco conto) la capacità di Battistini di correre immediatamente ai ripari dopo la ‘frittata’ di Lebran. Fuori Rantier, che pure stava dialogando benissimo con Clemente e dentro Carloto, ovviamente per ridisegnare la squadra in dieci uomini, quindi in inferiorità numerica.

Il colpo di scena sul finale del primo tempo arriva da una giocata del solito valore aggiunto Clemente, che pesca Cacioli in posizione di centravanti: Lambrughi è costretto al fallo e Valeri (con calma olimpica) indica il dischetto del rigore proprio sotto la curva dove sono attestati i tifosi del Livorno. Stavolta Clemente non sbaglia dal dischetto come era capitato contro il Bari, ed il Perugia conferma per l’ennesima volta una vecchia regola del calcio: gol fallito, gol subito. Era stato infatti Dionisi un attimo prima a sfiorare il vantaggio con un diagonale da destra, dove Anania mostra ancora limiti di condizione che permettono ai livornesi di insinuarsi con frequenza dalle sue parti.

A metà partita un paio di commenti: sicuro ed olimpico Koprivec, compatta la difesa con il solo Anania in chiara difficoltà, propositivo e camalentoci Cenciarelli a centrocampo con Fabinho che prova ad allungare la squadra con sgroppate anche di 40 metri per fare respirare la difesa. In definitiva un Perugia che dopo un attimo di sbandamento per la sacrosanta decisione di Valeri di mandare Lebran anzitempo negli spogliatoi, ha saputo reagire, piazzando addirittura il colpo del Ko.

All’inizio di ripresa il Perugia dimentica di essere in inferiorità numerica, e permette il lusso di sfruttare, con Ciofani, una ghiottissima occasione su assist di Esposito, e subito dopo paga dazio per eccesso di presunzione: due gol in fotocopia entrambe di Siligardi che segna con un Perugia sbilanciatissimo e con Koprivec che nulla può sulle due conclusioni da distanza ravvicinata, con una difesa che paga un prezzo altissimo per due distrazioni fatali.

Livorno Mazzoni, Salviato, Ceccherini, Lambrughi, Gemiti, Belingheri, Molinelli, Luci, Dionisi, Siligardi, Paulinho
A disp.: Fiorillo, Remedi, Meola, Gentsoglou, Bigazzi, Di Bella, Dell’Agnello
Allenatore:Davide Nicola

Perugia: Koprivec, Anania, Russo, Esposito, Cacioli, Lebran, Fabinho, Cenciarelli, Ciofani, Clemente, Rantier (’35 Carloto)
A disp.: Giordano, De Rossi, Moscati, Carloto, Moneti, Calzola, Politano
Allenatore: Pierfrancesco Battistini

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