di Giovanni Baricca
Fare gli auguri di buona Pasqua è un po’ un obbligo e un po’ cortesia. Cogliere l’occasione per dire che «l’anno prossimo Moneti e Santopadre non li vedrete più allo stadio la domenica pomeriggio», aggiungendo poi che «tanto il Perugia giocherà di sabato», sottintendo quindi la promozione in serie B, è invece sintomo di forza, di fiducia in se stessi e nelle proprie potenzialità.
L’augurio pasquale: «Insieme si vice» A buttare là la frase – scherzosa nel modo, sincera nell’auspicio – è il socio forte biancorosso, Gianni Moneti, alla consueta conferenza pre pasquale. Davanti a lui e al presidente, Massimiliano Santopadre, che gli siede di fianco, un uovo gigante di cioccolata (sei chilogrammi) e una torta griffata, nei colori e nel logo, Frankie garage. «Vorremmo fare gli auguri a tutti – proseguono in coro i due imprenditori -, perché il successo di una squadra è il successo di tutti quelli che per questa e con questa lavorano ogni giorno. Tutti hanno aiutato a portare punti: ci piace pensare che un paio li abbia portati Agnolin, un paio noi, un paio… avete capito. Questa società sarà grande quando tutti saranno davvero uniti e compatti. In parte ci stiamo riuscendo, ma si può sempre migliorare. Insieme possiamo fare paura a chiunque». Per un Moneti ottimista c’è un Santopadre prudente e, sotto sotto, forse pure scaramantico. Che non si sbilancia, non si pronuncia in alcun modo sulle chance di primo posto del Perugia.
«Primo posto? È ancora tutto da decidere» Solo un accenno, un invito alla ragione: «Nel primo posto è giusto sperare e bisogna lottare per questo. Ma in questo momento dobbiamo tenere alta l’attenzione. Non abbiamo ancora conquistato niente e questo gruppo (calciatori e staff tecnico, ndr) ha ancora tanta strada da percorrere». «Tutto è possibile, nel bene e nel male» la conclusione dell’arringa. Niente programmi a lungo termine, dunque. C’è soltanto il Frosinone nella testa di Santopadre: «Gianni lo chiama derby (l’azienda di Mister Sigma ha sede proprio nella città ciociara, ndr), per me è soltanto una partita da vincere. Non credevo fosse un derby la partita con il Gubbio, figuriamoci questa…». «Il Perugia deve avere paura e rispetto di tutti – continua Santopadre -, del Frosinone, dell’Avellino, del Latina e del Benevento. Ma soprattutto deve sapere di essere forte: la mentalità conta più di ogni altra cosa, non si arriva a certi livelli se non si crede, e non si sa, di essere i migliori».
«Se non ci caccia nessuno andiamo avanti» Se Pasqua è sinonimo di «passaggio», di trasformazione e quindi di futuro nella tradizione cristiana (e pure in quella precedente, pagana) la domanda sorge spontanea. Quale futuro per questa società? Premette Moneti: «Sapete ciò che sta succedendo in Italia, gli effetti dela crisi si sentono dovunque. Abbiamo fatto sforzi economici enormi, io e Santopadre. Non ve li diciamo neppure, sennò qualcuno ci chiuderebbe in manicomio. Gli stipendi dei giocatori? Mica solo quelli. Dietro c’è una struttura, ci sono dei dipendenti e delle società affiliate (più di venticinque, ndr). Il livello organizzativo raggiunto a Perugia non ha eguali in questa categoria». Poi risponde, smentendosi, secco e conciso: «Se non ci caccia qualcuno andiamo avanti». Siamo cocciuti e felici di esserlo, pare dire ma non dice Moneti. Del parco giocatori, da confermare, non confermare, vendere o acquistare, parla invece Santopadre: «Hanno già ricevuto un gran regalo a luglio, i calciatori, quando hanno firmato con il Perugia. E ci stanno ripagando». Ma i conti si faranno alla fine: «Posticipiamo tutto agli obiettivi da raggiungere», conclude.
Quasi un anno da presidenti, il bilancio Un anno di presidenza (al di là delle cariche: condivisa) è quasi trascorso. Il voto che i due patron danno a questa esperienza, ancora una volta, è al contempo simile ma divergente: «Voto dieci» dice Moneti «perché in un anno si è fatto tanto, forse anche troppo vista la crisi. Possiamo fare meglio, certo, ma ogni passo deve essere misurato sulla lunghezza gambe che lo compiono. Siamo gente con piedi per terra e ci piace essere così»; «Voto secco? Sette e mezzo» ribatte Santopadre «perché, per principio, mi voglio pensare che manchi sempre qualcosa, che si possa sempre puntare più in alto. Finora si è fatto tanto, ma si può ancora fare di più. Cosa manca per raggiungere il dieci pieno? Ve lo dico a fine campionato». Quando la somma tra buona sorte («Bisogna avere pure un pizzico di fortuna per centrare certi obiettivi» dice Moneti) e abilità («Intanto vinciamole tutte, poi speriamo in qualche passo falso dell’Avellino», continua) darà il proprio risultato.
Tnas e vacanze, settimana piena La variabile da applicare all’addizione è il punto che il Tnas potrebbe o meno, presumibilmente in settimana, restituire ai grifoni: «Speriamo – dice Santopadre -. Speriamo che il buon senso alla fine prevalga. Ora, però, non voglio pensare né a questo né all’Avellino. Penso solo al Frosinone». Mentre Moneti trascorrerà il ponte pasquale nella sua Viterbo («Pensavo di fare un giorno a Saint Tropez e uno a…» dice ridendo, «poi ho deciso di restare a casa mia»), Santopadre spiazza tutti: «Starò a Perugia questi due giorni. Tra calcio e lavoro e impegni personali non sono mai riuscito a trattenermi più di tanto in questa vostra, bellissima città. Voglio visitarla con la mia famiglia, voglio respirarne il profumo. Ci vediamo la prossima settimana – conclude -, auguri».
