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martedì 24 novembre - Aggiornato alle 18:32

Sfottò, selfie ed esami: a Perugia il Suarez «italiano» che ora si immagina a Torino

Il numero 9 uruguagio ha sostenuto la prova alla Stranieri: «Sveglio e simpatico, si è impegnato e migliorerà». Tanti tifosi a caccia di uno scatto

©️Fabrizio Troccoli Riproduzione Riservata

di Danilo Nardoni e Daniele Bovi

Il passaporto italiano è quasi in tasca, la maglia della Juventus chissà. Quella di giovedì a Perugia è stata la giornata di Luis Suarez, l’attaccante del Barcellona al centro di una serie di trattative di mercato per le quali Perugia è diventata uno snodo essenziale. Il Pistolero uruguagio dopo essersi allenato in mattinata con Messi e soci, è partito alle 13.20 da Barcellona con un jet privato a bordo del quale è atterrato, alle 15 in punto, all’aeroporto San Francesco. Da lì, con un taxi, è partito alla volta della palazzina Lupattelli, vicino a Monteluce, sede distaccata dell’Università per Stranieri dove si trova il Centro per la valutazione e le certificazioni linguistiche e dove è stato accolto dai vertici dell’Ateneo.

FOTOGALLERY: SUAREZ ALLA STRANIERI

A Torino? Nel giro di un’ora Suarez ha sostenuto l’esame di italiano, livello B1, che si è svolto in forma scritta e orale. Quando, per la prova, ha dovuto immaginarsi in una città italiana Suarez «ha pensato a una che potete ben immaginare» spiega Lorenzo Rocca, uno degli esaminatori dell’attaccante del Barcellona (l’altro è stato Danilo Rini). E alla domanda del giornalista se la città fosse Torino il docente ha risposto con un sorriso: «Io non l’ho detto…». Per Rocca «si è visto che il candidato si è impegnato e a livello d’ascolto – ha aggiunto – non ha avuto alcun tipo di difficoltà. Comprende bene la nostra lingua e nel parlato comunica, si fa capire sempre ed è chiaro. Per questo come commissione d’esame abbiamo rilasciato il certificato di livello B1 che è un livello intermedio di competenza linguistica. Certamente il suo italiano migliorerà perché è un ragazzo sveglio e simpatico. È poi ispanofono e la vicinanza tra lingue agevola».

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L’esame Nel corso dell’esame, secondo quanto emerso, Suarez, che non ha rilasciato dichiarazioni alla stampa, ha parlato molto della sua famiglia e dei tre figli ai quali è legatissimo. «Ha parlato dell’Uruguay e dei suoi progetti per il futuro» che, chissà, potrebbero comprendere anche la maglia bianconera. Ad attendere il campione uruguagio, sia all’aeroporto che fuori dalla sede d’esame, un folto capannello di giornalisti, tifosi e curiosi tra caccia ai selfie e qualche sfottò: «T’aspetta a cena Chiellini» ha detto un ragazzo ricordando il morso del Dentone (altro soprannome dell’attaccante) rifilato al suo nuovo possibile compagno di squadra ai mondiali del 2014; gesto che peraltro il difensore azzurro ha spiegato di aver ormai dimenticato.

L’intreccio e le critiche A criticare è invece l’attore Alessandro Gassmann: «Quando leggo – dice – che in un paese dove chi nasce da genitori stranieri che pagano le tasse non può avere la cittadinanza, che ‘purtroppo’, un calciatore sudamericano non riuscirà ad avere il passaporto italiano prima di ottobre, un leggero senso di schifo mi sopraggiunge». L’esame, che permetterà di accedere al passaporto, è uno dei punti chiave della vicenda dato che diventare italiano consentirebbe a Suarez di vestire la maglia della Juve, a caccia disperata di un numero 9 avendo però già esaurito la quota di giocatori extracomunitari. In ballo, in quello che è uno degli intrecci più caldi del calciomercato estivo, c’è  il possibile arrivo di Milik alla Roma, che sembra cosa già fatta permettendo al giallorosso Edin Dzeko di volare verso Torino; la città in cui Suarez si è immaginato a Perugia e in cui vorrebbe parcheggiare l’aereo.

La Stranieri soddisfatta Certamente contenta per la visibilità ottenuta è la Stranieri che insieme al Centro fa parte dell’Alte, la Association of language testers in Europe: «Suarez si è detto molto soddisfatto del corso svolto in preparazione dell’esame – è detto in una nota – e i suoi esaminatori hanno confermato che il candidato uruguaiano si è dimostrato all’altezza della prova». «Siamo molto lieti che anche Luis Suarez – è detto ancora – abbia scelto l’Università per stranieri di Perugia e il Cvcl per conseguire il certificato linguistico di conoscenza della lingua italiana di livello B1. Oltre 20 mila sono stati i candidati agli esami di certificazione Celi dell’Università negli ultimi anni, a testimonianza del prestigio raggiunto dal nostro ateneo anche in questo specifico settore».

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