Balistreri oggi al Curi durante il primo allenamento (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

In una delle giornate più fredde dell’anno a Perugia è arrivato Pietro Balistreri, l’attaccante ormai ex Campobasso che Alvaro Arcipreti e l’amministratore unico Gianni Moneti con un blitz hanno strappato al Catanzaro di Ciccio Cozza. Lui, Balistreri, veste per la prima volta la maglia biancorossa e spera ora di riscaldare l’ambiente a suon di gol. «Il colpo – spiega Arcipreti – è avvenuto mentre, in pratica, stavamo tornando a casa. Il mercato sembrava essersi chiuso per noi quando nella hall dell’albergo abbiamo sentito la notizia di questa trattativa con il Catanzaro e così ci siamo infilati».

Buoni rapporti e prospettive Un ruolo importante lo ha giocato anche il buon rapporto che Arcipreti ha con il ds molisano Gigi Molino: «Il ragazzo – continua – lo abbiamo seguito anche in estate e grazie anche al buon rapporto con Molino e alla volontà di Balistreri la trattativa l’abbiamo chiusa in poco tempo». Un giocatore, Balistreri, «importante sia per questo campionato che in prospettiva». Un giocatore sul quale dalle parti di pian di Massiano si punta anche in vista di una probabile C1. L’operazione Balistreri infatti è rivolta sì a quest’anno ma pone basi solide anche per l’attacco della stagione che verrà. «Lo avevamo detto – conclude Arcipreti prima di cedere la scena a Balistreri e all’altro protagonista di giornata, il centrale Di Dio arrivato dalla Juventus nell’ambito dell’operazione Curti – se capita l’occasione la cogliamo. Il motivo determinante che ci ha fatto puntare su di lui? I gol realizzati nell’ultimo anno». Venti in un anno solare con la maglia del Campobasso.

Essere al top «Essere qui e portare la maglia del Grifo – queste le prime parole di Balistreri – è motivo di grande orgoglio, devo ringraziare Arcipreti e il presidente. Sono felice di giocare con giocatori importanti, so che essere qui significa essere un top della categoria». Sulla scelta dell’attaccante palermitano, al di là dell’importanza della piazza, ha pesato anche la solidità societaria: «A Campobasso ho fatto un anno importante e ora c’erano interessamenti di Como e Catanzaro. La società biancorossa però – dice – è stata decisiva». «Sono nella squadra più forte del campionato, con le altre non c’è paragone. E’ vero, il campionato presenta sempre qualche insidia ma qua c’è entusiasmo e grande tifoseria, insomma ci sono tutti i presupposti per fare bene.

Matri e Pazzini Da oggi si suda in campo e domenica arrivano proprio gli ex compagni del Campobasso: «Farò di tutto – continua – per essere pronto e qui, nella piazza migliore di tutta la serie C, darò il 100% conscio di quelle che sono le mie potenzialità. Per fare gol ci metterò l’anima». Ma che giocatore è Pietro Balistreri? «Io sono uno – racconta – a cui non piace stare statico in mezzo ai due centrali di difesa. Sono uno che crea profondità e che partecipa all’azione. Insomma, sono un moderno attaccante di movimento. I miei modelli? Mi piacciono molto due come Matri e Pazzini».

Il martello Di Dio L’altro innesto di questa sessione di mercato è, come detto, Di Dio. Centrale difensivo della primavera juventina con tanta voglia di fare e di dimostrare in una piazza importante: «Non sono più scarso degli altri – dice – sono qui per giocare e per far vedere le mie potenzialità. Non sarà facile ma io mi metto qui, martello, e i risultati arriveranno». «Perugia – continua – l’ho accettata subito, è una piazza importantissima e le altre proposte non mi hanno convinto. Sono qui da cinque giorni, all’inizio ero un po’ spaesato ma ora va bene. Anzi, non mi aspettavo di trovarmi bene così subito: qui c’è un gruppo solido e molto unito. L’accoglienza è stata bella, ora sta a me dimostrare che posso stare in campo». Di Dio è un difensore che si definisce «completo: mi piace impostare e salire. Fare il terzino? Preferisco giocare al centro, ma se mi dicono di farlo posso anche adattarmi». Da quel maggio 2000 nefasto per i bianconeri Di Dio è forse il primo juventino che torna a calcare il campo del Curi: «Quel Perugia-Juve? Me lo ricordo non benissimo, ero al parco a giocare. Allora era troppo piccolo». Ora invece è abbastanza grande per guadagnarsi la fiducia di Battistini.

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