Il Perugia gioca e fa la partita ma a vincere 2-0 è la Vigor Lamezia e così il record di vittorie esterne di Pier Francesco Battistini si ferma a quota tredici. Un Perugia non sazio ma vivo e combattivo cade in Calabria grazie ai gol fotocopia di Romero e Mancuso, tutti e due nel primo tempo, frutto di due disattenzioni della difesa biancorossa. La reazione c’è, Battistini cambia modulo e uomini, Cacioli centra un palo sull’uno a zero ma è tutto inutile. A rendere meno amara la domenica dei biancorossi il pareggio per uno a uno del Catanzaro a Fondi. Risultato che permette ai grifoni di mantenere due punti di vantaggio sui giallorossi di Cozza. Il campionato rimane così emozionante fino all’ultima puntata di domenica quando il Perugia (contro la già retrocessa Isola Liri) e il Catanzaro (in casa con il Giulianova) si giocheranno il primo posto.
Dentro Moneti e Padovani Oltre alle assenze già note alla vigilia Battistini per quest’ultima trasferta della stagione sceglie un Perugia inedito non tanto nel modulo quanto negli interpreti: a centrocampo fuori Ferri Marini e Moscati e dentro Moneti al fianco di Carloto, Benedetti e Borgese per un 4-4-2 con in attacco la coppia Padovani-Balistreri. La prima occasione è di marca calabra e arriva al minuto otto con Visone che entra in area, arriva sul fondo e vede il suo destro attraversare tutto lo specchio della porta. Benedetti prova a prendere le misure della porta di Forte al 13’ ma il suo tiro da lontano finisce alto. Ben più ghiotta l’occasione che capita sui piedi di Moneti un minuto dopo: Padovani dalla sinistra vede il figlio del presidente biancorosso libero dalla parte opposta, cambia gioco ma il destro di Moneti da dentro l’area è sbilenco e finisce fuori.
Uno-due calabro Le leggi del calcio sono infallibili e così al 15’ il Grifo capitola: la difesa biancorossa, alta, viene tagliata come il burro, Romero non è in fuorigioco e tutto solo di fronte a Giordano non sbaglia. Il Perugia però non si abbatte, è vivo e lotta. Due minuti dopo essere finito sotto infatti Cacioli di testa su calcio d’angolo centra il palo a Forte battuto. Per pareggiare Carloto prova invece, pochi secondi dopo, una bordata di destro che il portiere calabro con molta fatica mette in angolo. Il pareggio sembra cosa fatta al 32’ quando Zanchi, complice anche un rimpallo, semina il panico sulla sinistra, arriva sul fondo e scarica al centro dove Benedetti calcia a colpo sicuro incontrando però la ribattuta di un difensore a Forte battuto.
Il Perugia c’è Il Perugia ha costantemente il pallino del gioco in mano ma in vantaggio è la Vigor Lamezia. Zanchi è in palla e quando mancano dieci minuti alla fine del primo tempo parte palla al piede, salta un uomo e prova a sorprendere il portiere con un sinistro potente da fuori area che lambisce il palo. Che non sia giornata lo si capisce però al 39’ quando il Lamezia, alla seconda occasione vera, raddoppia: difesa biancorossa ancora infilata con una verticalizzazione, Mancosu leggermente sulla sinistra entra in area e con un esterno destro sul palo opposto beffa Giordano. I grifoni, un po’ per imprecisione e un po’ per sfortuna, fanno la partita ma non riescono a segnare, la Vigor è invece chirurgica e va al riposo in vantaggio.
Tutto inutile Dopo cinque minuti dall’inizio del secondo tempo Battistini prova a cambiare volto al Perugia e alla partita: fuori Carloto e Moneti e dentro Moscati e Ferri Marini. I grifoni provano ad accorciare e Balistreri, all’ottavo, dopo aver ricevuto una bella palla tenta un destro al volo che finisce alto. Al 15’ altro cambio di Battistini con Luchini che prende il posto di un Padovani non esaltante per un 4-2-3-1 con il trio Luchini-Ferri Marini-Moscati dietro a Balistreri. La Vigor, sazia grazie al due a zero maturato nel primo tempo, aspetta il Perugia nella sua metà campo con il Grifo che deve fare la partita. Trovare spazi nella selva calabra però non è impresa semplice e lì davanti servirebbe davvero un Clemente in grado di inventare qualcosa e di trovare quegli spazi che gli altri non vedono. Nel secondo tempo il caldo e la fatica cominciano a farsi sentire, i ritmi si abbassano, la partita si addormenta e in campo, tolta una sventola di Ferri Marini e un colpo di testa di Balistri, non succede praticamente più nulla. Il Perugia si giocherà il primo posto domenica in casa contro l’Isola Liri.

