di Daniele Bovi
Non sarà suonata, come la chiama il presidente dei grifoni Roberto Damaschi, la campana dell’ultimo giro, quella che segnala la fine anticipata del campionato per manifesta superiorità della capolista, fatto sta però che un Grifo non al massimo delle sue potenzialità pareggia zero a zero contro una Pontevecchio meno brillante delle altre occasioni e riesce pure ad allungare in classifica. Là dietro infatti, dopo un campionato giocato a mille, i meccanismi di Todi e Castel Rigone sembrano essersi inceppati. I tuderti si fanno battere in casa dalla Voluntas Spoleto, mentre i rigonesi di Nofri agguantano un pareggio in trasferta sul campo della Pianese. Risultato, il Perugia va a più otto sul Todi e a più tredici sul Castel Rigone. «Per quanto mi riguarda – commenta a fine partita il tecnico della Pontevecchio Spazzoni – oggi è stata messa una pietra tombale sul campionato».
Damaschi: buona partita «Non siamo nel nostro miglior periodo – spiega invece un Damaschi comunque soddisfatto – ma dopo tante partite è normale». Stavolta poi è piaciuto anche l’approccio alla partita: «E’ stato positivo – continua il numero uno – e in generale abbiamo fatto una buona partita. A volte ci siamo fatti prendere dalla frenesia, anche se loro, va detto, hanno giocato una partita quasi solo sulla difensiva. Il momento non è facile, ci vogliono calma e sangue freddo per recuperare energie mentali e fisiche e chiudere la stagione alla grande». Il contesto però, al di là di qualche comprensibile difficoltà, rimane sempre positivo: «Abbiamo otto punti di vantaggio – spiega sempre Damaschi – a sei giornate dalla fine. Dobbiamo guardare anche questo contesto generale».
Battistini e i fischietti romani Uno scenario sul quale, ad agosto, uno come Enrico Bartolini «ci avrebbe messo la firma: ora siamo un po’ stanchi – spiega il bomber – e anche oggi abbiamo sbagliato un po’ troppo ma alla fine è stata un’ottima partita, anche perché questi match si possono pure perdere. Questo è un campionato difficilissimo dove prevalgono voglia e rabbia, noi abbiamo fatto grandi cose e ora stiamo pagando, ma è normale». Gli ultimi quaranta minuti di quella che chiama «una delle partite più belle dell’anno», il tecnico dei grifoni l’ha vista dalla gradinata dopo l’espulsione rimediata al 6′ della ripresa: «C’era stato un fallaccio su Luchini – spiega Battistini ai cronisti – e io mi sono solo limitato a dire all’arbitro “ha visto?”. E lui mi ha espulso. Quando i fischietti arrivano da Roma2 succedono sempre cose strane. Il gol di D’Ambrosio poi (annullato per fuorigioco, ndr), era regolarissimo».
E’ mancato solo il gol Secondo il tecnico dunque la prestazione dei suoi è stata più che positiva, anche se a mancare è stato solo il gol: «E’ mancato questo ed è mancata un po’ di lucidità unita a una certo eccesso di frenesia. Di appannamenti poi non ne ho visti. E’ stato un bel derby, una partita vera dove l’avversario non ci ha regalato niente pur producendo pochissime occasioni da gol. Una sola nel secondo tempo. La sconfitta del Todi è una cosa importante e ci addolcisce la pillola di questo pareggio». Tra due settimane c’è lo scontro diretto che potrebbe mettere la parola fine sul campionato: «Sarà un’occasione importante – spiega Battistini – e noi andremo là per vincere». La scelta di un centrocampo a quattro con due elementi molto offensivi come Luchini a destra e Placentino a sinistra Battistini la spiega così: «Ho scelto di giocare con un centrocampo ampio per sfondare sugli esterni, a volte è riuscito a volte no».
L’orgoglio di Spazzoni Soddisfazione per questo punto guadagnato c’è anche tra le fila rossoverdi. «Delle tre partite che abbiamo giocato qui – dice mister Emiliano Spazzoni – questa è quella dove abbiamo meritato di meno. Se avessimo perso non ci sarebbe stato nulla da dire». Qualcosa da dire invece mister e presidente Monsignori ce l’hanno eccome in seguito alle polemiche nate dopo la richiesta di giocare al Curi: «Abbiamo dimostrato – dice Spazzoni – che erano solo illazioni quelle di chi diceva che oggi non ci sarebbe stata una vera partita. Noi l’abbiamo onorata. Dicevano che qui si voleva vincere facile? Io, al massimo, al Gratta e Vinci ci gioco il giovedì, non la domenica. Questa è una società piccola ma composta da gente seria».



